Blitz ieri mattina in Comune coordinato dalla Procura della Repubblica di Livorno, titolare delle indagini il pm Luca Masini, che ha delegato i carabinieri di San Vincenzo ed il comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato. L'intervento è scattato fin dalla mattina quando gli investigatori sono andati negli uffici tecnici comunali ed in particolare nella sezione urbanistica privata. Sono stati sequestrati faldoni di documenti ed anche computer (due negli uffici comunali e due prelevati nelle abitazioni di due tecnici) e proprio perché si è trattato di un sequestro e non «acquisizione» di atti è presumibile ritenere che siano in itinere gli avvisi di garanzia, atti dovuti per il sequestro della documentazione. Gli investigatori sono rimasti negli uffici per molte ore e l'indagine potrebbe anche allargarsi ad altri soggetti. Stretto riserbo sul blitz e sulle indagini. Ma sicuramente, la questione dell'ormai conosciuto «ecomostro» (costruzione sulla duna nel parco de «I Lecci »), che «La Nazione», per prima, portò alla ribalta nell'estate scorsa, sembra essere al centro del blitz. L'Ecomostro, comunque, non sembra essere l'unica questione al vaglio dell'autorità giudiziaria. In ogni caso, proprio nel consiglio comunale di lunedì a seguito di una mozione presentata dal gruppo consiliare «Forum del centrosinistra» con oggetto «Attività edilizia presso l'edificio Torretta all'interno del recinto dell'hotel I Lecci» è emerso come anche per l'amministrazione occorra procedere a demolire e rimettere in ripristino l'area tanto che la mozione è stata approvata all'unanimità. Già in altre occasioni, lo ricordiamo, dove la questione è stata oggetto di discussione, il dirigente Andrea Filippi parlava di demolizione parziale. In ogni caso, è stato detto, che è stata sospesa l'ordinanza di demolizione per «acquisire un parere legale». E' inutile nasconderlo, in consiglio comunale è emersa chiara soddisfazione da parte del gruppo di opposizione «Forum del Centrosinistra» per la posizione intransigente della stessa maggioranza di voler demolire il manufatto. Insomma, è evidente che il blitz di ieri assume un carattere «squisitamente tecnico» con sequestro di documenti nell'ufficio del dirigente geometra Andrea Filippi e dell'edilizia privata geometra Daniele Bettini. In effetti, la «mozione» del Forum discussa ed approvata ad unanimità dal consiglio comunale è molto eloquente. «Considerato che nonostante la rilevazione dell'abuso effettuata nell'aprile del 2011, e nonostante siano già abbondantemente scaduti i termini per eseguire l'ordinanza di ripristino dei luoghi emessa dal Comune, l'immobile già ribattezzato "ecomostro" è ancora al suo posto; visto che recentemente sono stati eseguiti nuovi lavori alla parte esterna del piano seminterrato e alla strada, puntualmente denunciati a codesta amministrazione attraverso un'interrogazione ad hoc presentata dal Gruppo scrivente (Forum) con discussione pubblica in consiglio comunale; considerato che neppure dopo tale discussione si è proceduto a far eseguire l'ordinanza pur avendo riconosciuto e verbalizzato come i termini per procedere alla demolizione fossero ormai trascorsi; rilevato come siano ulteriormente avanzati i lavori persino nei giorni scorsi quando, oltre a migliorare la strada d'accesso al cantiere, siano stati altresì ammassati grandi quantità di forati comunemente usati per la realizzazione dei muri; ricordato che tali attività edilizie vengono svolte in su un manufatto dichiarato in buona parte abusivo, realizzato con sostanziali pesanti variazioni rispetto a quanto autorizzato dal permesso di costruire, e che avrebbe già dovuto essere abbattuto; ricordato quanto dispone il Dpr 38011 (Testo Unico sull'edilizia) a proposito dell'inerzia nel far eseguire le demolizioni in seguito ad «Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali"; il consiglio comunale richiama al rispetto dell'ordinanza; impegna gli uffici competenti a far eseguire i lavori di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi con effetto immediato; invia la mozione alla Procura della Repubblica, agli Uffici di Campiglia e di Livorno del Corpo Forestale dello Stato, alla presidenza della Regione Toscana e all'assessorato all'urbanistica regionale».