"Comune e sovrintendenza trovino il coraggio di intervenire contro lo scempio" Il suk degli ambulanti da piazza Risorgimento ai Musei Vaticani Il flash illumina i colori sgargianti delle sciarpe esposte su una bancarella. «Belle vero? Un euro per la foto, grazie». Nei dintorni della basilica di San Pietro tutto ha un prezzo e capita, è successo ieri pomeriggio, che nel tentativo di immortalare il colonnato di Gian Lorenzo Bernini non solo i poveri turisti si ritrovino con una foto piena di bancarelle e venditori ambulanti, ma vengano anche esortati a sborsare un euro per quello scempio. Un degrado che non risparmia nessun monumento della città, perché non cè sito archeologico o area di pregio cè che non sia offuscato dalla presenza di camion-bar e chioschi ambulanti. Baracchini che espongono souvenir di dubbio gusto, paccottiglia di ogni tipo e generi alimentari. Mostri a quattro ruote che vengono posteggiati, grazie alle autorizzazioni concesse dal Campidoglio, non solo davanti al Colosseo, come documentato e denunciato nei giorni scorsi da Repubblica, ma anche davanti alla basilica di San Pietro e ai Musei Vaticani. Larea che va da via della Conciliazione a piazza Risorgimento passando per via Ottaviano e arrivando a via dei Bastioni di Michelangelo è un suk di ambulanti abusivi e bancarelle regolarmente autorizzate. Un lungo sentiero di venditori "acchiappa-turisti" che assillano gli stranieri in visita nella capitale proponendo quando di più scadente e inutile ci sia in commercio, dai bijoux in plastica agli occhiali contraffatti, dalle pashmine sfilacciate alle palline in gomma da gettare su una superficie rigida aspettando che si deformino. «Mentre nelle altre città del mondo si fa di tutto per tutelare i monumenti, a Roma si continua ad assistere al totale e dilagante degrado nelle zone di pregio - attacca Vanna Mannucci, di Italia Nostra - la presenza di bancarelle e venditori di souvenir e panini è ormai un male che si è incancrenito, complice la mancanza di volontà da parte delle amministrazioni di affondare le mani nelle autorizzazioni concesse in questi anni». Licenze e nulla osta che hanno permesso ai camion-bar e ai banchi di borse e souvenir di occupare le aree di pregio della città, nascondendo così la vista dei monumenti. «Gli strumenti legislativi per porre fine a questo scempio ci sono - prosegue Vanna Mannucci, di Italia Nostra - ma la sovrintendenza comunale troppo spesso distoglie lo sguardo e non interviene. È ora di trovare il coraggio e applicare la tolleranza zero: il Campidoglio deve dichiarare ciò che è legittimo e ciò che non è più accettabile e revocare tutte le licenze concesse attorno ai monumenti». Solo ripartendo da zero, dunque, si potrebbe ristabilire il decoro nelle zone più frequentate dai turisti. Sul marciapiede dei Musei Vaticani, ad esempio, ieri pomeriggio decine di venditori ambulanti esponevano merce contraffatta e souvenir (dai portachiavi ai cappellini, fino a sciarpe e braccialetti con il simbolo Spqr), rendendo impossibile il passaggio delle comitive. Ma il colpo docchio peggiore arriva da piazza Risorgimento, dove decine di bancarelle e camion-bar, tutti con regolare licenza, occupano larea e sono posizionati a pochi metri di distanza luno dallaltro. A chiedere che «il Comune faccia tabula rasa di tutte le licenze finora concesse nelle zone monumentali» è anche Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. «È uno scandalo che aree come il Colosseo vengano assediate da camion-bar, centurioni e bancarelle - prosegue Parlati - basta con questo ciarpame, è ora di intervenire per salvare i monumenti dal degrado».