Mercoledì 26 gennaio si terrà a Milano, presso Palazzo delle Stelline, la conferenza programmatica "La cultura in movimento per un nuovo Rinascimento lombardo". L'incontro, organizzato dalla Regione Lombardia, ha come sottotitolo "Un modello per i Beni, i Servizi e le Attività Culturali. Bilanci e previsioni per l'VIII Legislatura Regionale Lombarda (2005-2010)" e vedrà la partecipazione di illustri relatori. Pubblichiamo il contributo del- '. l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Ettore A. Albertonl, che interverrà alle 9.30. Il confronto che intendiamo oggi realizzare con quanti - rappresentanti istituzionali, studiosi, docenti ed operatori culturali - hanno in questi anni lavorato in proficua collaborazione con noi costituisce solo l'ultima di una lunga serie di tappe di continua e costante consultazione delle diverse Comunità territoriali lombarde, attraverso i 24 incontri (12 Cantieri d'ascolto e 12 Sessioni tematiche) che abbiamo organizzato nei diversi capoluoqhi di provincia lombardi, con il coinvolgimento di circa 4.000 operatori culturali a diverso titolo. In quelle occasioni abbiamo dapprima (autunno 2000) chiesto ai rappresentanti delle diverse Comunità Provinciali quali fossero le loro priorità e aspettative in campo culturale e, in seguito (novembre 2002 - dicembre 2004), abbiamo con loro tracciato un bilancio di quanto fatto, prevedendo già subito nuove azioni mirate di intervento. E' in queste sedi che grande parte dell'attività dell'Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia è stata definita e ciò sempre in costante dialogo coi territori. Da questo "movimento" è nato il Piano Regionale di Sviluppo 2000-2005, sulla base delle cui indicazioni abbiamo investito il 72 per cento del nostro bilancio nel settore dei Beni culturali, recuperando un patrimonio architettonico e storico ingente in tutta la Lombardia attraverso, tra l'altro, ben 48 Accordi di Programma. Alle aspettative dei Lombardi in campo culturale abbiamo inoltre risposto attraverso il potenziamento dei Servizi culturali, rafforzando e qualificando anche professionalmente la rete delle nostre 1294 Biblioteche pubbliche e 859 speciali e private e dei nostri 117 Musei giù riconosciuti (su circa 330) secondo i recenti qualificati requisiti. Tra le Attività culturali occupano un posto di eccezionale rilievo le oltre 140 Mostre finanziate in questi cinque anni, tutte di elevatissimo rigore scientifico, di cui 40 classificabili come "Grandi Mostre", aventi rilevanza anche internazionale (in alcuni casi realizzate in collaborazione con prestigiose istituzioni straniere come, per esempio, il Metropolitan Museum di New York), che hanno consentito a numerose Città lombarde (capoluoghi di Provincia e non) di diventare frequentati ed ammirati centri espositivi di portata regionale, nazionale ed internazionale. Una nuova era si è poi spalancata per i nostri 320 Teatri lombardi, di cui ben 6 "storici" (quelli di Bergamo, Brescia, Corno, Cremona, Mantova e Pavia), le cui stagioni sono state arricchite dalle programmazioni previste dai nostri circuiti teatrali, lirici e musicali, riscontrando un successo di pubblico insperato ma coraggiosamente rincorso. L'impegno dell'Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia in ambito teatrale, ma anche cinematografico, oltre che letterario, di animazione e di ricerca ha poi conosciuto un innovativo quanto serio percorso interdisciplinare dedicato ai ragazzi, nell'ambito di specifici accordi con la Scuola e con le Università. Ne è un esempio l'iniziativa "Opera Domani", destinata alla conoscenza dell'opera lirica tra gli alunni delle scuole elementari e medie con il coinvolgimento dei loro insegnanti, che ha visto partecipare - dal 1997 ad oggi - oltre 6.000 docenti ed oltre 180.000 allievi. Tutto questo, insieme a molto altro, che è almeno in parte schemattcamen-te ma organicamente riassunto in questa sintesi, ci legittima non solo a parlare di una cultura lombarda che è - e ciò è sotto gli occhi di tutti -tornata "in movimento", ma soprattutto - ed in virtù di questo - di un vero e proprio Rinascimento Lombardo. Dello straordinario risultato raggiunto in termini di vitalità culturale e di coinvolgimento sempre più appassionato dei Lombardi in questo intero settore la Regione Lombardia non può che essere soddisfatta e fiera. Si tratta, tuttavia, solo dell'inizio di un cammino impegnativo e nuovo il quale in questi anni ha già dimostrato come là Cultura non possa e non debba essere solo un intelligente impiego del tempo libero, ma sempre più un fattore di sviluppo morale, civile ed educativo, ma anche sociale ed economico.