Rischia labbandono unarea di sei ettari in una zona strategica Stop finale al progetto di recupero della Manifattura Tabacchi. Dà forfait Metropolis, la società che per sette anni ha invano tentato di portare avanti il riutilizzo degli edifici in uffici pubblici e privati, abitazioni e negozi, e che ieri ha deciso di mettersi in liquidazione e di liberarsi della propria quota del 50 della società Manifattura Tabacchi proprietaria dellomonimo complesso. Decisione presa per più di un motivo: le difficoltà di alcuni soci pesanti in Metropolis - in particolare Baldassini Tognozzi Pontello e Consorzio Etruria che sono in concordato preventivo - ma anche le interminabili lungaggini burocratiche nellapprovazione del piano di recupero del complesso. «Dopo anni sembrava superato lo scoglio del Comune, finalmente cera disco verde a appoggio - si sfoga polemicamente il rappresentante di uno dei soci - La pratica non è però riuscita a disincagliarsi dalle secche della soprintendenza. Mai un no certo, ma sempre nuove richieste e integrazioni, un tecnica dilatoria nella quale certi funzionari sono maestri». Ieri mattina, dunque, ha deliberato la liquidazione allunanimità lassemblea di Metropolis, di cui sono soci oltre che Btp e Consorzio Etruria anche Salvatore Ligresti attraverso Fondiaria-Sai e Camera di Commercio. Metropolis aveva acquistato anni fa il 50 di Manifattura Tabacchi dallazienda di Stato Fintecna, che ha mantenuto la partecipazione dellaltro 50 rimanendo però inerte e lasciando al partner industriale, Metropolis appunto, lazione e la progettazione di recupero del complesso. Senza più socio industriale, la pratica va nel cassetto. Significa che migliaia di pagine di progettazione di recupero della Manifattura finiscono nel cestino. Si fa carta straccia di tutti i contatti e le trattative di questi anni. Chi verrà dopo si dovrà preoccupare di ripartire da zero. Ma non sarà impresa semplice trovare chi si faccia carico di subentrare. E intanto resta abbandonata a se stessa unarea di sei ettari in una zona strategica della città, dietro la stazione Leopolda e davanti Piazza Puccini, sedici fabbricati con una superficie complessiva di 103.000 metri quadrati. Significa anche, oltre al rinvio sine die della riqualificazione dellarea rinviata, anche la perdita di unopportunità di lavoro in città per le imprese di costruzioni. Ma tra i soci che ieri hanno deciso di liquidare una società gravata da 90 milioni di debiti, cè comunque chi cerca di vedere mezzo pieno il bicchiere. «Il fatto - spiega - che Btp e Consorzio Etruria siano in concordato preventivo aveva immobilizzato, ingessato, incatenato Metropolis. Adesso, cercando di liquidare la società, si prova a trovare soci che facciano ripartire il progetto. E certo che sette anni di attesa delle autorizzazioni non hanno giovato alla riuscita dellimpresa e che spaventano per il futuro». Metropolis aveva pianificato di demolire nellarea alcuni fabbricati ad uso di magazzino, giudicati di scarsa espressività architettonica, e di sostituirli con due torri di ventitré piani alte settanta metri. Nel complesso recuperato avrebbero trovato posto appartamenti, un albergo, negozi, ristoranti, attività per lo svago. Sullipotesi di abbattimento dei capannoni si è però incagliata la pratica in soprintendenza, ancor prima che si arrivasse a discutere della realizzazione delle gigantesche torri. Allinizio di dicembre il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che aveva presentato il recupero della Manifattura durante le 100 assemblee nei 100 luoghi, era persino andato in missione al ministero dei beni culturali per caldeggiare lapprovazione del progetto. Approvazione che invece non è mai arrivata. Al contrario, già allora, più di tre mesi fa, si respirava aria di bocciatura. Ma neppure questa è mai stata pronunciata. «Una volta ci è stata fatta una richiesta di chiarimento, unaltra di integrazione e così via senza mai decidere in un senso o nellaltro - racconta un socio di Metropolis - A questo punto lunica strada percorribile è sembrata quella di mollare tutto, liquidare la partecipazione, abbandonare il progetto di recupero sperando per la città che altri, prima o poi, lo riprendano».
FIRENZE - La Manifattura si è impantanata Metropolis mette in vendita il 50. I soci di Fintecna gettano la spugna e liquidano limpresa
La società Metropolis, che aveva acquistato il 50% della Manifattura Tabacchi da Fintecna, ha deciso di liquidarsi a causa delle difficoltà dei soci e delle lungaggini burocratiche nell'approvazione del piano di recupero del complesso. La pratica era stata iniziata sette anni fa, ma non è mai stata approvata dalla soprintendenza. Il progetto prevedeva la demolizione di alcuni fabbricati e la costruzione di torri di ventitré piani alte settanta metri, con appartamenti, un albergo, negozi e attività per lo svago. La liquidazione della società significa che migliaia di pagine di progettazione del recupero vanno nel cestino e che il progetto è stato abbandonato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo