Gli addetti ai lavori dicono che sia un ministro silenzioso. Che a differenza dei suoi predecessori, il professor Lorenzo Ornaghi, stia giorno e notte al Ministero dei Beni culturali, sommerso da una marea di questioni spinose da risolvere (e ce ne sono tante anche a Firenze: Nuovi Uffizi, Fondazione Maggio, il completamento del nuovo teatro...). Eppure la magia di Leonardo e, a quanto dicono da Roma, il pressing di Renzi sono riusciri a stanare anche lui. Il sindaco chiede di poter andare avanti. L'accademico Orna-ghi, con tutta la pmdenza del caso, ha detto sì. O quasi. E visto il tipo non è cosa da poco: «Se si può procedere senza fare danni va bene. Il sindaco è stato molto corretto informandomi in anticipo di quello Iche mi avrebbe pubblicamente chiesto». Ma come andare avanti? Il team di ricerca dell'ingegner Maurizio Seracini un'idea ce l'avrebbe: utilizzare una sorta di mappatura della Battaglia di Scannagallo del Vasari per capire quali sono le parti «originali» e quali quelle restaurate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, in cui le speciali sonde dell'ingegner Seracini potrebbero proseguire i saggi, continuare a grattare sotto la pelle dell'affresco vasariano per capire se oltre l'intercapedine e i pigmenti di colore ci sia davvero e cosa nel caso sia rimasto della Battaglia di Anghiari. Cauto il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci: «Le tracce di colore per ora sono indizi e non prove della mano di Leonardo. Sul come far avanzare la ricerca ci si deve affidare agli specialisti dell'Opificio». Tutto prematuro per ora. Fino a che non ci sarà il nuovo via libera del Ministero. «Questo è un argomento ha precisato ieri il ministro Ornaghi a proposito del quale possono sorgere diversità di opinioni scientifiche. Il mio stile accademico è che bisogna considerarle tutte, quindi è necessario procedere, ma in sicurezza». Palazzo Vecchio avrebbe anche una tentazione: quella di far rientrare nel percorso museale la visita sui ponteggi allestiti nel salone dei Cinquecento. Ponteggi che saranno pagati ancora per circa un mese dal Natio-nal Geographic (che finora ha sborsato tra i 7 e gli 8 mila euro al mese tra affitto e guardiani) e poi si vedrà. Per ora è solo una tentazione, ma quel sapore di «Codice da Vin-ci» è irresistibile (il problema sarà garantire la sicurezza dei turisti e dell'affresco del Vasari). Restando alla ricerca però il sindaco ha incassato il cauto via libera del Ministro con soddisfazione: «E un passo in avanti. Aspetto il ministro a Firenze (arriverà nelle prossime settimane, ndr) noi non vogliamo danneggiare il Vasari ma iniziare dalle parti restaurate. Tutta Firenze dovrebbe fare una riflessione sul fatto che non è un giochino di qualche amministratore in cerca di visibilità, ma un'occasione mondiale. Questa è una ricerca che vuole restituire il più grande capolavoro del Rinascimento. E una grande sfida, un'emozione da brividi».
FIRENZE - Anghiari, avanti ma in sicurezza
Il ministro Lorenzo Ornagio ha dato il via libera alla ricerca sulla Battaglia di Anghiari, un affresco di Leonardo da Vinci. Il sindaco di Firenze ha chiesto di poter procedere con la ricerca, che potrebbe danneggiare l'affresco. Il ministro ha detto di procedere, ma con cautela e sicurezza. Il team di ricerca dell'ingegner Maurizio Seracini propone di utilizzare una mappatura della Battaglia di Scannagallo per capire quali parti dell'affresco sono originali e quali sono state restaurate. Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci ha detto che le tracce di colore trovate sono indizi, ma non prove della mano di Leonardo.
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