«Se si puo' procedere senza fare danni va bene». E' il primo timido sì del ministro ai beni culturali Lorenzo Ornaghi alla ricerca della «Battaglia di Anghiari», il celebre e mistenoso affresco che Leonardo da Vinci dipinse nel 1506 sulla parete est della «Sala del gran consiglio» oggi Salone de' Cinquecento in Palazzo Vecchio. E per il sindaco Renzi le parole del ministro sono «un ottimo passo in avanti». Più che sufficiente per procedere a passo di carica alla ricerca di quel Leonardo finora perduto. Il ministro del resto ha molto apprezzato il savoir faire istituzionale del sindaco. «è stato molto corretto, informandomi in anticipo di quello che mi avrebbe pubblicamente chiesto» E poi chiarisce: «E' un argomento sul quale possono sorgere diversità di opinioni scientifiche. Il mio stile accademico è che bisogna considerale tutte, quindi no allo stop purchè si possa procedere senza fare danni». Per il sindaco quasi un invito a nozze vista la freddezza con la quale il mondo scientifico ha finora accolto il suo entusiasmo e quello del professor Maurizio Scracini nella ricerca dell'affresco perduto. «Nei prossimi giorni ha spiegato conto di approfondire la questione con i tecnici del ministero e poi aspetto il ministro a Firenze. Ci siamo detti di vederci entro un mese e spero che questa tempistica sia rispettata. Voglio intanto ringraziare il ministro Ornaghi per la disponibilità che ha dato, che mi aveva anticipato nei giorni scorsi al telefono, e che giudico particolarmente positiva e significativa». Si, perchè quel «senza fare danni» del ministro per Renzi è un nuovo punto di partenza. «Il via libera del ministro all'ulteriore verifica è un segno molto importante conclude noi non vogliamo minimamente danneggiare il Vasari: la nostra proposta è infatti quella di partire dai restauri ottocenteschi e novecenteschi». «Credo ha infine aggiunto che tutta Firenze debba fare una riflessione sul fatto che la Battaglia di Anghiari non è il giochino' di qualche amministratore in cerca di visibilità, ma è una grande occasione di visibilità mondiale per la città». Invita alla calma, invece Antonio Paolucci, direttore dei musei vaticani. ex sovrintendente del polo museale fiorentino. «Dall'indagine avverte sono emerse poco più che tracce di colore, siamo in presenza di indizi, e non di prove della mano di Leonardo» . Quanto poi alla richiesta di autorizzazioni al Ministero per proseguire la ricerca attraverso la rimozione delle parti restaurate della Battaglia di Scanna-gallo (il dipinto del Vasari sotto il quale potrebbe celarsi il capolavoro di Leonardo), Paolucci ritiene che «ci si debba muovere con i piedi più che di piombo» affidandosi esclusivamente agli specialisti dell'Opificio delle Pietre dure « gli unici a conoscere il modo più opportuno per agire senza fare disastri».