Il sito di Piazza Armerina invita il presidente Napolitano. Lobiettivo è recuperare i seicentomila visitatori persi negli anni dei lavori e trascinare gente verso la Venere di Aidone Il tentativo di creare un polo culturale ennese Nel 2011 271 mila persone in meno Il direttore del museo che ospita la Dea: "Questo non è un luogo per masse di turisti" «La Villa romana del Casale sarà inaugurata il 24 maggio. Non sono più ammesse deroghe». Lo dice, quasi lo ordina, lassessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo. Il tono non è perentorio ma indispettito: «La data di consegna dei lavori di restauro non subirà ulteriori rinvii - sottolinea ancora - Consegneremo per quella data il restauro quasi ultimato della villa romana. Abbiamo accettato un solo rinvio tecnico, quello che riguarderà la sala del Triclinium. Rinvio comprensibile per una simile complessità e vastità di intervento» Le parole di Missineo sintetizzano il senso del vertice convocato ieri a Palermo nellassessorato di via delle Croci. Rimane però da sciogliere il dubbio sulla possibile presenza del presidente Giorgio Napolitano alla cerimonia di inaugurazione. Lo scorso autunno un clamoroso rinvio ha fatto sfumare lipotesi di inaugurazione della villa romana alla presenza del presidente della Repubblica giunto a Palermo per le cerimonie legate al 150emo dellUnità dItalia. «Abbiamo già inoltrato listanza ufficiale di invito del capo dello Stato», precisa ancora Missineo. Il 23 maggio il presidente della Repubblica sarà in Sicilia per partecipare alle iniziative per il ventennale della strage di Capaci: lintento è di chiedere a Giorgio Napolitano di presenziare alla cerimonia di inaugurazione del sito archeologico di Piazza Armerina. Sembra, dunque, giunto il momento di porre fine alla tela di Penelope dei mosaici, con lulteriore obiettivo di creare, assieme al sito di Morgantina e al museo di Aidone, un polo culturale di grande richiamo turistico: scommessa finora perduta nonostante il rientro della statua della Dea dal "Getty Museum". La villa romana del Casale versava da anni in un profondo stato di degrado e precarietà. Devastanti alluvioni, incomprensibili furti, untuosa burocrazia. Il secondo sito siciliano per numero di visitatori, continuava a balzare agli onori delle cronache dei giornali assurgendo a paradigma della disastrosa politica di conservazione dei beni culturali siciliani. Lepisodio più eclatante è stato quello registrato nella notte del 29 settembre 1995 quando ignoti vandali versarono vernice nera sui celebri mosaici. Nel 2003 il governo regionale siciliano firmò un provvedimento che disponeva listituzione di uninedita Unità di crisi. La guida della nuova struttura fu affidata a Bruno Conforti, ex generale dei carabinieri del nucleo di tutela artistica. Il critico darte Vittorio Sgarbi, fu nominato Alto commissario. Notevole limpegno finanziario programmato: 25.600.000 euro. Il nuovo modello proposto, prevedeva la sostituzione dellormai obsoleta struttura progettata da Franco Minissi. Lincarico di responsabile del nuovo progetto fu conferito allarchitetto, Guido Meli, già direttore del Centro regionale di restauro e, successivamente, nominato direttore del parco archeologico del Casale. Lassunto del progetto di Meli, è stato quello di procedere al ripristino delle volumetrie originarie della villa. Proposito che si è tradotto nel completo rifacimento della copertura progettata negli anni Sessanta. Erano gli anni del cemento e della plastica. Materiali che hanno arrecato danni ai mosaici della villa. Le tessere del mosaico sono state aggredite da licheni, funghi, muffe. Cloruri e solfati che si sono cristallizzati, sbiancando progressivamente le minuscole tessere del mosaico. Dopo limmancabile complessa vicenda amministrativa e burocratica, nel 2006, furono espletate le gare di appalto per la nuova copertura del sito archeologico. I lavori dovevano durare ventidue mesi. A maggio dunque, dopo diversi rinvii e proroghe, lalternarsi di una decina tra assessori regionali e direttori generali dei Beni culturali, finalmente sarà riaperto il sito dichiarato dallUnesco nel 1997 patrimonio dellumanità. Adesso ci sarà da recuperare il tempo perduto. Nel 2007 furono oltre quattrocentomila i visitatori paganti, nel 2011 solo 271mila. Cinque anni di parziale apertura sono costati quasi seicentomila visitatori in meno e circa sei milioni di euro di mancati incassi. Il comparto turistico, nel suo complesso, ha subito un terribile ridimensionamento. Il turismo e la sua filiera produttiva sono lunica voce attiva nel bilancio della provincia di Enna, da sempre fanalino di coda delle classifiche economiche. Lipotesi allo studio adesso è quella di rendere possibile anche una visita notturna della villa. Consentendo così a un numero sempre crescente di turisti di poter visitarla. Già completati i lavori di realizzazione del nuovo parcheggio per i pullman e di unarea commerciale attrezzata. Rimane ancora in piedi lidea di dare forma a un sistema che integri la visita alla Villa del Casale e quella della Venere di Morgantina. La celebre scultura proveniente tornata in Sicilia lo scorso anno è stata salutata da tutti come la nuova attrazione che avrebbe calamitato il turismo culturale. Una speranza che in parte è andata delusa. Il museo di Aidone nel 2010 ha avuto 4197 visitatori paganti. Nel 2011 con larrivo della Dea, i biglietti venduti sono stati 21.883. I numeri non sono certo quelli del museo californiano di provenienza. «Non capisco i toni polemici. Questo non sarà mai un museo per grandi masse - commenta il direttore del museo di Aidone, Francesco Caruso - Sarà invece questo uno spazio espositivo che accoglierà un pubblico di visitatori attenti e colti». Il direttore è impegnato nel nuovo percorso espositivo: «Stiamo progettando una rilettura del complesso. Ci sono stati appena stati assegnati i locali della scuola media che sorge proprio di fronte al museo. In questo nuovo edificio di appoggio trasferiremo gli uffici amministrativi e tecnici, liberando così unala del museo. Abbiamo anche già pronto un progetto per la ridefinizione degli spazi del giardino adiacente. Potremmo dunque contare su uno spazio espositivo aggiuntivo di grande fascino». E lipotesi di affidare allarchistar Alvaro Siza, la progettazione della nuova ala del museo? Il direttore Caruso allarga le braccia: «In verità non ne so nulla», dice con un sorriso sardonico. La Dea rimane nella sua posizione estatica in attesa di sviluppi.
SICILIA - PIAZZA ARMERINA - stop al cantiere infinito "Si inaugura il 24 maggio"
Il sito di Piazza Armerina, che ospita la villa romana del Casale, ha subito un calo significativo dei visitatori negli ultimi anni, passando da 271 mila nel 2011 a 125 mila nel 2012. Il sito è stato chiuso per lavori di restauro e ristrutturazione, che sono stati completati il 24 maggio. Il direttore del museo, Sebastiano Missineo, ha affermato che il sito non è destinato a essere un luogo per masse di turisti, ma piuttosto uno spazio espositivo per un pubblico attento e colto. Il sito di Piazza Armerina è stato chiuso per lavori di restauro e ristrutturazione, che sono stati completati il 24 maggio.
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