È composto di 35 stanze, richiede al visitatore una certa prestanza psicofisica oppure visite diverse Nascono da unidea statica dellesposizione, che assumerà invece la sua forma reale nel farsi dei prossimi anni Da membro, e per un po anche presidente, della giuria del premio che il Consiglio dEuropa assegna ogni anno alla migliore istituzione museale, ha condotto la valutazione di più di 1800 musei, dalle Azzorre alla Turchia, da quello dedicato alla Psichiatria (Olanda) a quello per le Relazioni interrotte (Croazia). Eppure per Massimo Negri, direttore scientifico del percorso Genus Bononiae della Fondazione Carisbo, la museografia non è solo questione professionale. «Lo spirito del luogo lo fanno le persone - spiega - e quello dei musei, a dispetto di quanto si pensa, non è un mondo fossile. È un mondo brulicante, in grande movimento, dove si sperimentano linguaggi e materiali; qualcosa di molto vicino al teatro». Massimo Negri, milanese, è comparso a Bologna tre anni fa. «Mi era stato affidato il mandato di dare concretezza alle tante idee che cerano su Palazzo Pepoli». Non cè cartellino né pietra del Museo della Storia di Bologna che non sia il frutto di qualche accademico o di un fine esperto, sintesi di anni e anni di studi e di ricerca. Ma per tenere tutto questo insieme e farne un museo "in carne ed ossa" ci voleva un regista. «Con larchitetto Bellini, autore del progetto, e Italo Lupi, autore della grafica, abbiamo riscritto lo storyboard di questo percorso almeno 30 volte», spiega Negri. Ai musei è arrivato da una strada laterale. Due volte laureato negli Stati Uniti in letteratura americana, è autore (insieme a un omonimo) del primo libro in Italia sullarcheologia industriale. «Studiavo la letteratura americana del periodo della rivoluzione industriale e un mio collega, storico dellarte, mi chiese di collaborare con lui a questo libro su una materia, larcheologia industriale, di cui allora in Italia non si conosceva neanche il nome». Da lì la "deriva" verso la museografia, poi la consulenza prestata a Philippe Daverio, assessore alla cultura a Milano, per le mostre a Palazzo Reale. Infine Bologna, dove a gennaio scorso è stato inaugurato, appunto, Palazzo Pepoli. «Il lavoro, però, comincia dopo linaugurazione», spiega Negri. Palazzo Pepoli ha un pubblico sempre crescente di spettatori, fino a punte di 2-3.000 persone nei finesettimana. «Il museo è composto di 35 stanze più una di ingresso; richiede al visitatore una certa prestanza psicofisica. Oppure visite diverse, secondo un filo tematico. Un sacco di gente ci ha scritto per candidarsi come volontario, per darci suggerimenti, per proporre oggetti custoditi in casa e che possono arricchire pezzi di storia raccontati dal museo. Questo è un gran bel risultato», sostiene il direttore. Anche di osservazioni critiche ce ne sono state, «ma mai radicali», sostiene Negri. Alcuni hanno contestato lacune nei contenuti: sulla storia delle donne, ad esempio, il Due Agosto, la Resistenza. «Ma quello è un discorso che non avrà mai fine ed è legato a unidea statica del museo - ribatte Negri -. Il museo assumerà la sua forma reale nel farsi dei prossimi due o tre anni».
BOLOGNA - Il Genus del professore "Inaugurare un museo è come creare un teatro"
Massimo Negri, direttore scientifico del percorso Genus Bononiae della Fondazione Carisbo, ha condotto la valutazione di oltre 1800 musei in Europa. Egli sostiene che la museografia non è solo questione professionale, ma anche un mondo in movimento dove si sperimentano linguaggi e materiali. Negri ha lavorato con l'architetto Bellini e l'autore della grafica Italo Lupi per creare il museo Palazzo Pepoli a Bologna, che è stato inaugurato a gennaio scorso. Il museo è composto di 35 stanze e richiede al visitatore una certa prestanza psicofisica. Negri sostiene che il museo è un luogo in movimento, dove si raccontano storie e si sperimentano nuovi linguaggi.
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