Sono almeno cinque le gallerie «nascoste» nel museo archeologico regionale «Paolo Orsi». Più di duemila le opere, tra mosaici, reperti del mare e ritratti, solo per citarne alcuni, che dovrebbero trovare voce e invece, da troppo tempo ormai, giacciono nei depositi dell'istituto. La carenza di spazi è solo uno dei problemi del Museo «Paolo Orsi», svelati dalla direttrice, Beatrice Basile che lunedì sera, a Villa Politi, è stata la protagonista del caminetto del Rotary club, presieduto da Giuseppe Piccione. Interessante il titolo della conversazione, «Il museo incompiuto», un modo, secondo la Basile, per evidenziare come «il "Paolo Orsi", pressoché immobile dalla sua fondazione, tenda invece a un necessario quanto vitale cambiamento». Un mutamento che dovrebbe passare, solo per fare un esempio, dall'arricchimento dell'esposizione. Un avvenimento sempre più raro «visto che la normativa regionale - ha spiegato la Basile - separa la Soprintendenza dal museo archeologico e dunque la ricerca dalla comunicazione». Ma non sono solo queste le criticità con cui ogni giorno la direttrice del «Paolo Orsi» deve fare i conti. «Per carenza di fondi - ha detto - non riusciamo a occuparci della manutenzione del parco e a contrastare, per esempio, il punteruolo rosso delle palme, il decoro lascia a desiderare, basti pensare alle bandiere ormai vecchie, mentre possiamo contare su un solo restauratore per salvare opere di immenso valore». Meno numerose, tre per la precisione, ma enormemente preziose, le buone notizie. Si tratta di tre interventi già messi a finanziamento che contribuiranno a creare il museo di domani, andando incontro a quella esigenza di rinnovamento così cara alla Basile. I progetti che partiranno a breve sono: «Il museo en plein air», con la riconquista degli spazi del parco per l'esposizione esterna, «Vedere, sentire, capire» per l'adeguamento tecnologico dell'apparato didattico e «Restaurare innovando», con cui si mirerà ad adeguare il laboratorio di restauro e del gabinetto fotografico per una gestione innovativa del patrimonio. La conversazione della Basile con i soci del Rotary ha anche rappresentato l'occasione per fornire qualche cifra del museo: «Secondo i dati del 2011 - ha detto - sono stati registrati 64.771 visitatori, di cui 15.400 paganti. L'introito della biglietteria è stato di 134. 900 euro e quello del bookshop di 46.000». Paola Altomonte 14032012