E' arrivato il camion targato Tn, ha scaricato i container, sono state apposte le recinzioni. Un altro pezzo di centro storico de L'Aquila è diventato zona rossa: il parco del Castello, fra la fontana Luminosa e la Porta, fin qui godibile dagli aquilani grazie agli spazi aperti su cui non incombe il rischio di crolli. È l'avvio della costruzione dell'auditorium di Renzo Piano, un'idea di Claudio Abbado all'indomani del terremoto: edifici provvisori, dono della Provincia autonoma di Trento, dal costo complessivo di quasi 7 milioni di euro, lavori affidati in base alle procedure emergenziali, che partono nel terzo anniversario dal sisma, consegna prevista per il prossimo luglio. 250 posti e la possibilità, d'estate, di sistemare il pubblico all'esterno. Lo spazio è destinato alla stagione della Barattelli, storica istituzione musicale della città. Suggestiva la descrizione del progetto (gratuito) da parte di Rpbw (Renzo Piano Building Workshop): «Effimero ma capace di rispondere in modo eccellente ai requisiti acustici di uno spazio musicale, l'edificio è stato pensato come un grande stradivari ... Tre volumi cubici totalmente in legno, quasi dei sassi rotolati sul terreno che si sono fermati uno vicino all'altro. L'edificio centrale ospita la sala concerto. L'inclinazione di 30 della faccia del cubo, che gli fornisce un aspetto "instabile", coincide con la gradonata della platea. Gli altri due cubi, che ospitano locali degli impianti tecnologici, i camerini, il foyer, le toilette, sono collegati al cubo dell'auditorium mediante delle passerelle in legno ferro e vetro». Dice i 1 proverbio che a cavai donato non si guarda in bocca, invece Italia Nostra e Legambiente hanno presentato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti, firmato dall'avvocato Fausto Corti. Le ragioni della contrarietà sono state argomentate da Paolo Muzi (Italia Nostra) e Franco Salvati (Legambiente). Domenica scorsaa un sit in contro la localizzazione vicino al Castello e l'avvio di una raccolta di firme. La prima obiezione riguarda i costi, 6.756.673, di cui i 756.000 sono relativi al progetto e al cantiere. Solo il preliminare era gratuito mentre l'esecutivo e il progetto definitivo sono affidati a progettisti dietro compenso: 200mila euro ad Alessandro Traldi per l'Atelier Traldi per la struttura in legno, 200mila euro per la parte ingegneristica a Maurizio Milan dello studio Favero e Milan, 50mila per l'acustica a Muller, più le spese per la sicurezza e l'lva. Un procedere che contrasta con la normativa restrittiva della Provincia autonoma di Trento che prevede la gara per cifre al di sopra dei 4lmila euro (i lavori dell'Auditorium sono già stati bloccati a lungo per il ricorso di una impresa esclusa). 16 milioni del costo sono giustificati dal legno trentino, costruito ad arte e montato da ditte trentine specializzate (le imprese aquilane non sono coinvolte). La spesa è tale da far ritenere che l'opera non sarà rimos a quando il Castello sarà restaurato (1'auditorium del Forte spagnolo non ha subito danni ma si trova all'interio dell'antica struttura lesionata). Per dare un'idea, l'auditorium anche esko provvisorio del Conservatorio de L'Aquila, progettato dall'architetto giapponese Shigeru Ban, 200 posti, è costato 552mila euro. E il preventivo per il restauro del Castello corrisponde ai sei milioni dell'edifico effimero di Renzo Piano. L'esposto di Italia Nostra rileva una violazione nella procedura di emergenza, l'ordinanza 3782 del 2009 affidava al Commissario la programmazione e l'individuazione del soggetto attuatore. Ci fu invece un accordo fra comune de L'Aquila e Provincia di Trento e la giunta comunale infilò l'opera nella famosa delibera n. 58, quella che autorizza le casette in legno per i privati e per le amministrazioni pubbliche. Una delibera che continua a suscitare preoccupazione perché ha dato il via alla costruzione di molti edifici fuori da ogni regola. L'Auditorium, dice Franco Salvati di Legambiente, «è un intervento urbanistico pesante che stravolge l'assetto della piazza e del parco e del Castello, la cui mole ha goduto sinora dell'isolamento protetto dal verde del parco». Ora, accanto al Castello, sorgeranno i tre cubi e «la pavimentazione sarà rifatta in funzione della sala da concerti». Lo stravolgimento è tale che sembra insufficiente una semplice delibera di giunta. È vero che al posto dei 4 alberi secolari che verranno abbattuti ne sono promessi 200 ma c'è comunque una cambiamento della fisionomia di un luogo storico della città. In più, la localizzazione, dicono Italia Nostra e Legambiente, spetta al comune e, invece, è stata scelta in base «al desiderio dell'architetto». Infine, dal punto di vista funzionale, la sala è una ripetizioni di luoghi già esistenti: il ridotto del teatro comunale e la sala del Conservatorio hanno la stessa capienza. Infine, lo "Stradivario" non è detto abbia le caratteristiche che dovrebbe avere un teatro musicale contemporaneo, polivalente, con un palcoscenico servito e le quinte, adatto al teatro musicale e alla danza.