I fori Laffresco di Da Vinci Per il team di Seracini tracce di colore nero simile a quello della Monna Lisa Lapparecchiatura è solenne, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Del resto lannuncio è di quelli che, se saranno confermati, riscrivono una parte della storia dellarte: «Sotto questa parete est e non altre cè la Battaglia di Anghiari» dice il sindaco Matteo Renzi consegnando due novità dopo gli studi condotti dal professor Maurizio Seracini e sponsorizzati dal National Geographic. Non si sa quanta ne sia rimasta, ma le tracce le hanno trovate: «nellarea 4» delle 6 interessate ai fori che tante polemiche e perplessità hanno sollevato fra gli storici dellarte. Ne è convinto lo studioso, un ingegnere delluniversità di San Diego ed è in sintonia con lui il sindaco che dice: «Ho chiesto formalmente al ministro della cultura Ornaghi di voler assicurare a questa questione non più limmagine di una battaglia di qualche pazzo innamorato di chissà quale mistero, ma una delle grandi e cruciali questioni della politica culturale del nostro paese». A supportare la «grande e cruciale questione della politica culturale del paese» ci sono alcuni indizi. Quali li ha spiegati con soddisfazione ieri lo stesso professor Seracini: è stata trovata unintercapedine fra i due muri della parete est (sovra-dipinta dal Vasari con la Battaglia di Scannagallo) e poi tracce di pittura, scaglie di rosso puntinate di nero e frammenti beige. Ma il nero in particolare ha una composizione simile a quella analizzata dal Louvre e ritrovata sulle vele della Gioconda e nel San Giovanni Battista. Insomma, pare quasi una firma del genio artistico di Leonardo. E adesso? Renzi e il gruppo del National Geographic sono convinti che si debba andare avanti. Bisogna ottenere il permesso del ministero (fra un mese visita di Ornaghi a Palazzo Vecchio) ma lidea è quella di staccare dallaffresco del Vasari delle aree definite «posticce» dal sindaco perché inserite su parti mancanti dellaffresco da restauri avvenuti nellOttocento e nel Novecento. «LOpificio ha già una mappa», spiega Renzi. Da lì sarà più facile entrare forare il muro con le microsonde di Seracini. In realtà dallOpificio spiegano che cè stato un fraintendimento. I nuovi fori andranno fatti ancora in corrispondenza di piccole zone, dove la pittura si è staccata. Non devono essere tolti pezzi di affresco. Tutta loperazione è controllata dalla soprintendente dei beni artistici di Firenze, Cristina Acidini. Ieri era seduta in prima fila ed è intervenuta dopo la domanda di un giornalista per spiegare: «Abbiamo seguito passo passo tutta loperazione e continueremo a farlo per garantire il massimo di tutela allopera di Vasari. Per questo a suo tempo ho coinvolto lOpificio». Acidini non ha intaccato il clima di festa della presentazione della scoperta dal palco ma più tardi si è dimostrata più realistica. Davanti cè «una strada tortuosa. Bisogna approfondire questi primi risultati della ricerca e occorreranno mesi per svolgere le analisi necessarie. Qualcuno, alla fine, potrebbe anche rimanere deluso». Ma intanto ieri era prevalente lottimismo: «Non sono più indizi, ma elementi che dicono che siamo sulla parete giusta - assicura Seracini - e poi stiamo dimostrando che quellopera non è andata distrutta».