MILANO Ammontano a 464,6 milioni di euro i fondi per lo spettacolo (Fus) nel 2005, in calo rispetto ai 500 milioni dei 2004. La ripartizione è stata decisa dal ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, per la prima volta in gennaio (di solito avveniva in giugno) in modo da consentire in tempi brevi il pagamento di anticipi fino al 50. Ma per la prima volta dalla nascita del Fus vent'anni fa, il Comitato per i problemi dello spettacolo (di cui fanno parte sia l'Agis sia altri operatori del settore) e al cui voto consultivo il ministro deve sottoporre la proposta, ha bocciato all'unanimità questa ripartizione. «Siamo stati costretti a dare voto contrario ha detto il presidente dell'Agis, Alberto Francesconi per ribadire la denuncia dello stato di grave crisi del settore, che va ben oltre il pur devastante taglio degli stanziamenti per il 2005». Nel corso dell'anno, però, a questo fondi «si aggiungeranno risorse provenienti da Arcus e da altri nuovi strumenti finanziari» ha dichiarato ieri Urbani. Il consiglio dei ministri ha infatti approvato l'innalzamento dal 3 al 5 .della quota destinata alla cultura proveniente dagli investimenti per le grandi infrastrutture. «Questo - ha aggiunto il ministro consentirà una nuova disponibilità di più di 100 milioni, e sicuramente una parte verrà destinata allo spettacolo». Dalla ripartizione decisa ieri, intanto, emerge che agli enti lirici andranno 226,57 milioni (tra Fus ed extra-Fus), al cinema 91,6 milioni complessivi, alla prosa 89 milioni, alla musica 68,6; alla danza 8,3 e ai circhi 7 milioni. Sul fronte dei teatri lirici, per i quali è stato riconosciuto lo stato di profonda crisi, il Governo ha anche manifestato l'intenzione di avviare una riforma legislativa dell'intero sistema delle fondazioni. Questo annuncio, inatteso, è giunto nel corso della prima riunione del "tavolo" tecnico avvenuta mercoledì scorso, presieduta dal direttore generale per lo spettacolo dal vivo, Salvatore Nastasi, e cui hanno partecipato sindaci (presidenti delle fondazioni), sovrintendenti e sindacati. «L'ipotesi di una riforma della legge per noi è una novità ha detto Walter Vergnano, presidente dell'Anfols (l'associazione dei sovrintendenti) . Non siamo contrari, ma chiediamo di portare il nostro contributo». I sindacati nazionali, infine, hanno parlato di «esuberi» tra gli organici del settore. Il tavolo tornerà a riunirsi ai primi di febbraio.
I fondi per lo spettacolo sono già pronti, ma ridotti
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha deciso di assegnare 464,6 milioni di euro ai fondi per lo spettacolo (Fus) nel 2005, in calo rispetto ai 500 milioni del 2004. Il Comitato per i problemi dello spettacolo ha bocciato all'unanimità questa ripartizione, affermando che il settore è in grave crisi. Tuttavia, il ministro ha annunciato che il consiglio dei ministri ha approvato l'innalzamento della quota destinata alla cultura proveniente dagli investimenti per le grandi infrastrutture, che consentirà una nuova disponibilità di più di 100 milioni. Questa quota sarà destinata in parte allo spettacolo.
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