Il caso Gli indizi raccolti portano nella parete est del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, sotto laffresco del Vasari: lì sono state trovate «tracce di pittura della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci». Ne è convinto il professor Maurizio Seracini, ingegnere dellUniversità di San Diego che, sponsor il National Geographic, ha condotto per mesi questa discussa ricerca. La soluzione di uno dei grandi misteri della storia dellarte potrebbe essere vicina, soltanto se gli indizi di trasformassero in prove. Ne è certo anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha scritto una lettera al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi chiedendo di proseguire la ricerca e fare della Battaglia di Anghiari una «cruciale questione della politica culturale del Paese». Frena la soprintendente Cristina Acidini che parla di «strada tortuosa» e di possibile delusione. Gli indizi che conducono a Leonardo sono: un frammento di un colore nero con «una composizione chimica particolare, simile a un pigmento della Gioconda e del San Giovanni Battista» dice Seracini; lintercapedine nel muro; i pigmenti di pittura rossa e beige. Le analisi sono state fatte dal laboratorio privato dello stesso Seracini e da uno di Pontedera (Pisa) escludendo lOpificio delle Pietre Dure. Cosa che fa già discutere. Salvatore Settis parla di «opere darte come spettacolo» e avanza un dubbio: «Possibile che non valesse la pena prima di qualsivoglia annuncio, attivare un controllo incrociato di dati prodotti da laboratori diversi e indipendenti, in modo da essere certi di quello che si dice?».