Ecco il mosaico delle meraviglie trovato sotto le terme di Traiano Dopo otto mesi di scavo ripulitura e restauro affiora sulle pareti decorate un affascinante corteo muliebre I lavori si sono fermati Servono procedure complesse e almeno altri 680 mila euro Siamo tornati, in anteprima, otto mesi dopo la scoperta, a visitare il grande mosaico sotto le Terme di Traiano. Una scoperta, sigillata nel luglio scorso dalla presentazione ufficiale del cantiere, che aveva fatto sensazione. Mai a Roma, dove la decorazione musiva ha lasciato testimonianze importanti quasi esclusivamente nelle pavimentazioni di fontane, ville e grandi impianti pubblici, si era rinvenuta una parete decorata a mosaico di così grandi dimensioni e pregevole fattura. Una parete come quella affiorata nei grottoni del Colle Oppio, sotto le fondazioni e gli interri delle Terme di Traiano, a poca distanza dal luogo dove dodici anni prima aveva fatto il giro del mondo la notizia del ritrovamento di una facciata affrescata che raffigurava monumenti, piazze e palazzi di una città ideale, condensato simbolico dei maggiori porti e capisaldi urbani del vastissimo regno dei Cesari. E dove, appunto, siamo tornati per un controllo in anteprima. Un muro di quattordici metri di lunghezza e largo almeno una decina di metri interamente coperto di tessere di pietre e pasta vetrosa incastonate a rappresentare gli scorci architettonici di un edificio inghirlandato a festa, tra le cui cornici si intravedevano il corpo leggiadro di un Apollo con la cetra sotto al braccio, qualche sbiadita figura femminile e le sagome di un centauro e altre figure fantastiche. Quasi uno schermo dove la Roma di duemila anni fa tornava a proiettare i fantasmi dei suoi fasti perduti la prima finestra che gli scavi avevano aperto, con quella lunga fascia alta appena un paio di metri strappata alla terra e calcinata dalla polvere e dall'umidità. Otto mesi dopo, la prosecuzione degli scavi e i primi interventi di ripulitura e restauro, trasformano in certezza l'ipotesi di trovarsi di fonte ad un'opera unica, che sovrasta per imponenza, ricchezza d'impianto e qualità i rari esempi di mosaico parietale fino ad oggi registrati nella capitale: dal mitreo Barberini ai lacerti di villa Adriana fino a quella scena di vendemmia, più vivace forse ma sicuramente meno raffinata, scoperta proprio qui al Colle Oppio, in un altro grottone sul lato opposto della facciata affrescata della città ideale. Insomma un vero capolavoro, destinato a riscrivere la storia dell'arte romana, perché a differenza di altri tesori musivi più tardi, come quelli di piazza Armerina e di alcune colonie africane del IV secolo d.C., viene realizzato proprio qui nel cuore dell'Impero e nella fase del suo massimo splendore. Lo si capisce appena si mette piede nella trincea di scavo, che finalmente restituisce l'esatta dimensione dell'ambiente: un enorme stanzone, in comunicazione con un ninfeo, ai cui pochi resti rinvenuti molto tempo fa si accede ora attraverso una botola. Un padiglione di cui i tagli delle fondazioni di sostegno delle terme traianee, hanno lasciato in piedi solo la elle di due pareti perpendicolari. Scesi al centro della sala di altri quattro metri, gli sterri hanno rimesso in luce una partitura architettonica a due ordini, un intreccio di capitelli, colonne tappezzate di addobbi floreali, che ne gonfiano e impreziosiscono le forme, lesene, piani aggettati di incredibile audacia e precisione prospettica e nitore cromatico, che muovono il fondale, lo riscattano dal ruolo apparente di pura cornice. Un angolo del mosaico, all'innesto delle due murature, sopravvissuto quasi intatto ai saccheggiatori che in epoca traianea hanno scalpellato l'intonaco, probabilmente per togliere e riusare le tessere scure dello sfondo, e ripulito dai restauratori, disegna, ritagliato da un faretto, uno spettacolo di colori, segni, sfumature di straordinaria suggestione. Ma toglie ancora più il fiato la vista che si apre in una seconda trincea, che sul lato sinistro, ha prolungato di altri quattro metri lo scavo. Rivelando la presenza di un terzo ordine architettonico: una balconata, evidenziata in basso da uno zoccolo di modanature rosso cupo, tra le cui colonne, decorate con maschere teatrali, si affacciano i busti di quattro donne. Anche qui i saccheggiatori hanno fatto man bassa, lasciando a definire gli sfondi solo un alveare di esili veli di pietra, ma lo scempio ha risparmiato le figure. E probabilmente a scongiurarlo è stata proprio la bellezza misteriosa di quei volti. Ognuno con un tratto diverso. Ora l'acconciatura, i diademi, che sembrano assegnare ai personaggi di quel corteo muliebre ruoli e gerarchie distinte. Ora l'increspatura delle labbra, o un bagliore negli occhi. E poi la ricchezza dell'incarnato, resa da tre diverse sfumature di colore. Altri volti sbucano come gemme dai bordi del terriccio ancora da rimuovere. Sicuramente quei busti dal seno nudo coprono anche il resto della parete. Chi sono? Probabilmente muse e ancelle a loro servizio. «Perché - spiega il soprintendente comunale Umberto Broccoli - associata all'immagine di Apollo che troneggia su in alto e a quella di un filosofo barbuto, scoperta ancora più su nel corso di un sondaggio preliminare nel grottone, la loro presenza rafforza l'ipotesi che quel salone decorato fosse un «museion», uno di quei luoghi consacrati alla cultura, alla filosofia, al teatro, alla declamazione di poesie di cui le fonti hanno attestato l'esistenza a Roma in residenze altolocate, nell'epoca tra la fine del regno neroniano e la fase traianea cui l'edificio risale». Sotto quella ringhiera di enigmatiche muse, altri quattro metri di terra fino al pavimento e probabilmente di mosaici che completano la decorazione e potrebbero chiarirne il vero significato. Ma qui iniziano i problemi. La parete è malmessa e senza quel terrapieno di rinforzo rischia di crollare. I lavori si sono fermati. Servono procedure complesse e finanziamenti. Almeno altri 680 mila euro, per completare l'intervento e aprire il sito alle visite. Ma Broccoli conferma che questo sito figura tra le priorità e si impegnerà di iscrivere la somma in bilancio.
Il Messaggero
11 Marzo 2012
Roma. Il grande mosaico di Colle Oppio
DA
Danilo Maestosi
Il Messaggero
Un grande mosaico affiorato sotto le Terme di Traiano a Roma è stato scoperto dopo otto mesi di scavo. Il mosaico rappresenta un corteo di donne e un Apollo con la cetra, e si trova in un ambiente architettonico a due ordini con colonne e addobbi floreali. La scoperta è stata effettuata in un grottone del Colle Oppio, a poca distanza dalla facciata affrescata della città ideale. Il mosaico è stato restaurato e pulito, ma i lavori si sono fermati a causa della malmessa condizione della parete e della necessità di procedure complesse e finanziamenti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Il Messaggero · 17 Gen 2003
Annunciato per il 27 febbraio un grande convegno a Firenze
Il Messaggero · 6 Feb 2003
Un posto (al coperto) anche per Marc'Aurelio
Il Messaggero · 15 Mar 2003
Diventa realtà il museo-utopia del XXI secolo - Giovedì posa della prima pietra del Centro delle Arti Contemporanee di via Guido Reni
Il Messaggero · 29 Mar 2003
Ara Pacis, ecco il progetto "potato"
Il Messaggero · 1 Apr 2003
VERTICE MINISTERO-CAMPIDOGLIO - Slitta il 'Verdetto" sull'Ara Pacis
Il Messaggero · 8 Apr 2003
Furto alla casa dei Casti amanti, a Pompei ora è caccia al basista
Il Messaggero · 9 Apr 2003
Cultura, largo ai privati - Ma gli investitori sono ancora troppo pochi
Il Messaggero · 10 Apr 2003
Montemartini: la cultura è accoglienza- Indovina chi viene al museo.
Il Messaggero · 9 Lug 2003
La denuncia del soprintendente:Appia Antica nel totale degrado
Il Messaggero · 17 Lug 2003
Il David? Bello ma sporco
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
la Repubblica · 12 Mar 2010
Pronto un altro condono edilizio: ecco il progetto della maggioranza Comprese le costruzioni nelle aree sotto vincolo ambientale e paesaggistico
la Repubblica · 12 Mar 2010
ROMA - Da qui al 2014 le altre esposizioni per arrivare alletà di Diocleziano
la Repubblica · 12 Mar 2010
ROMA - Intervista al curatore Eugenio La Rocca. E La città di terracotta scoprì il marmo
la Repubblica · 12 Mar 2010
Se la moda di Caravaggio supera Michelangelo
la Repubblica · 12 Mar 2010
ROMA - Quando Roma sinnamorò della Grecia
Il Giornale dell'Arte · 12 Mar 2010
SICILIA - La Venere torna a Morgantina ma senza casa
Corriere della Sera · 12 Mar 2010
PISA La Torre di Pisa si sta raddrizzando
Il Giornale dell'Arte · 12 Mar 2010
Commissariati (l'eccezione è diventata la regola)
Il Giornale dell'Arte · 12 Mar 2010
Archeocondono: una storia di assalti falliti
Fonte non specificata · 12 Mar 2010
Archivio Vasari, doppio colpo di scena nell'affare e lo Stato prende tempo
la Repubblica · 13 Mar 2010
ROMA - Condono edilizio, lidea del Pdl "Da fare solo in alcune regioni"
la Repubblica · 13 Mar 2010
Sgarbi consulente personale di Bondi per gli acquisti delle opere darte
la Repubblica · 13 Mar 2010
Firenze, stop al maxi appalto sotto inchiesta
la Repubblica · 13 Mar 2010
ROMA - Il Parco della musica. Nuova tempesta sullAuditorium il Tar del Lazio blocca lappalto
Il Tirreno · 13 Mar 2010
LUCCA. Assi viari, a fine anno via all'approvazione del progetto Anas
ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com · 13 Mar 2010
Bronzi Riace: i visitatori potranno seguire il restauro in diretta
Fonte non specificata · 13 Mar 2010
Sgarbi consigliere acquisizioni. Nominato dal ministro Sandro Bondi
Fonte non specificata · 12 Mar 2010
Roma: al via il recupero di ville e giardini storici
il Giornale · 13 Mar 2010
Maxxi. E adesso fuori il listino prezzi, please