Già costantemente a rischio per le infiltrazioni d'acqua, la Cappella degli Scrovegni è ora minacciata dalla costruzione dell'auditorium. Progetto dissennato, secondo Lionello Puppi. Meglio tardi che mai, ammonisce la saggezza popolare. Dunque, benvenuto sia l'appello lanciato da Italia Nostra (www.savegiotto.com) e ripreso con enfasi dai mezzi di informazione non solo nazionali, affinché non siano avviati i lavori di costruzione a Padova di un «auditorium» a ridosso della Cappella degli Scrovegni, scrigno prezioso del più celebre ciclo di affreschi di Giotto, la cui incolumità ne risulterebbe pregiudicata. Voglio dire che quella dissennata impresa edilizia è conseguenza tutt'affatto coerente delle metodica sovversione degli illuminati Piani regolatori di Luigi Piccinato e appartiene alla logica del più sbracato profitto palazzinaro che, incontrastata, ha segnatole sorti, poco magnifiche e progressive, degli ultimi ottant'anni della storia urbana di Padova. L'azzeramento della destinazione a verde pubblico, prevista da Piccinato per l'area dove dovrebbe insistere il deprecato «auditorium» a poco più di duecento metri dalla Cappella, tagliati dal corso d'acqua infido del Piovego (di cui mai è stata esplorata la complessa storia idrogeologica, a dispetto delle esortazioni, fin dal 2002, di Vittorio Liceto), già avrebbe dovuto far scattare l'allarme. E furono invece isolate le voci di James Beck e di Fernando De Simone. Inascoltate, ahimè!, come quelle di Legambiente e della benemerita associazione locale Amissi del Piovego, che s'erano levate quando fu bandito il concorso per l'«auditorium» e scelto, non senza controversie, il progetto dell'architetto Klaus Kada («NO alla cementificazione di piazzale Boschetti!», «NO all'eco-mostro dell'arch. K. Kada e della famiglia Finotti!»: perché l'uno e l'altra sono «Contro la Cappella di Giotto»; febbraio 2008). E non solo, giacché quanto meno avrebbe dovuto suscitare sospetti (oltre che indignazione a livello planetario per la vergogna, comunque indelebile, dell'atto in sé) il cestinamento, da parte degli amministratori padovani, del fascinoso progetto donato alla città (1987) da Oscar Niemeyer per un «auditorium» rispettoso del Piano regolatore e nell'area «memmiana» di Prato della Valle. E v'è una sorta di fil rouge perverso a congiungere, sul tema di un «auditorium» di cui Padova abbisogna (e continua a non avere perché ostaggio di poco nobili intenti), quell'ieri (la dissipazione di un progetto che sarebbe potuto diventare un «monumento» nell'avvenire) a quest'oggi (la disinvolta messa a rischio di un «monumento» consegnatoci dal passato). Sia, dunque, benvenuto l'appello, finalmente d'autorevolissime voci e d'amplissima risonanza, che invoca il blocco d'ogni attività di cantiere nell'area della Cappella, la cui estrema fragilità e la condizione gravissima di rischio sono attestate, oltre che da passi delle costosissime relazioni sibilline dei consulenti interpellati dal Comune, dagli studi (2009) di Sergio Costa che ha focalizzato, scattando fotografie agghiaccianti, la propria attenzione sul vano sottostante a quella stessa Cappella, perennemente allagata e ridotta a piscina. Con una duplice domanda conclusiva. Perché le pratiche per il riconoscimento del ciclo giottesco nella Lista del Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco sono state avviate solo poco più di un anno fa? Non sarebbe il caso che il Ministero competente avocasse a sé le iniziative da prendere a tutela dell'incolumità della Cappella?
PADOVA - Giotto sacrificato al profitto palazzinaro.
La Cappella degli Scrovegni a Padova è minacciata dalla costruzione di un auditorium a causa di un progetto dissennato. L'area dove dovrebbe insistere il deprecato auditorium è stata destinata a verde pubblico da Luigi Piccinato, ma l'azzeramento della destinazione è stato ignorato. L'auditorium è stato scelto senza controversie, ma il progetto è stato criticato da diverse associazioni e personaggi. L'appello lanciato da Italia Nostra e ripreso dai mezzi di informazione chiede il blocco d'ogni attività di cantiere nell'area della Cappella. La Cappella è costantemente a rischio per le infiltrazioni d'acqua e la sua estrema fragilità è attestate.
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