Otto anni fa il crollo, ora il cantiere dei lavori di consolidamento strutturale. Palazzo Aschieri rinasce sotto forma di parcheggio grazie ai 700mila euro stanziati dal Ministero dei Beni culturali. Il cantiere per il consolidamento strutturale della dimora settecentesca durerà 240 giorni. Scheletro metallico per rinforzare le pareti. Nel centro storico che giorno per giorno denuncia le tante sfumature della propria crisi, c'è un angolo che di quella sofferenza è stato e per il momento resta ancora uno dei simboli ma che, finalmente, sembra vedere la luce in fondo al tunnel: otto anni esatti dopo il crollo del 26 febbraio 2004, sono partiti i lavori di restauro e consolidamento strutturale di palazzo Aschieri, tra via Goito e via Palestro. Il cantiere, li dove al posto dell'ex Supercinema avrebbe dovuto sorgere una mediateca avveniristica e dove invece, dopo il dissesto che ha irreparabilmente interrotto quell'operazione di recupero, sono cresciute solo erbacce, incuria, polemiche e anche cause giudiziarie, è stato aperto a inizio settimana. Si stima una spesa di poco inferiore ai settecentomila euro completamente a carico del Ministero per i Beni culturali e, stando a quanto comunicato dall'organo dello Stato competente, l'intervento dovrebbe essere ultimato in poco più di un anno. Previsione esatta: 240 giorni. Salvo intoppi. Che non ce ne siano, oltre a quelli fin troppi che già ci sono stati negli anni, lo spera l'amministrazione comunale, che dopo la riqualificazione della prestigiosa dimora potrà pensare al riutilizzo dello spazio confinante chiudendo così una ferita aperta da lungo tempo. E lo auspicano più di tutti i residenti, che loro malgrado si sono dovuti scontrare prima con le crepe e i danni e poi, via via, con il degrado e l'abbandono. «Per noi si è limitato a riferire ieri l'assessore comunale ai Lavori Pubblici, Francesco Zanibelli è un passo atteso perché prodromico all'uso dell'area, che come prevedono gli accordi ci verrà consegnata solamente una volta che il ripristino statico di palazzo Aschieri sarà ultimato. Non a caso, non so quanti viaggi abbiamo fatto in Soprintendenza a Brescia per sollecitare l'inizio del ripristino. Ora ci siamo». Di certo, il progetto di sistemazione è stato redatto direttamente dal ministero, nello specifico dall'ingegnere del Politecnico di Milano Lorenzo Jurina. Stando a quanto si è appreso, contempla un capillare riassetto interno dello stabile e una sorta di scheletro metallico a rinforzare le pareti esterne. Non una messa in sicurezza tampone, dunque, ma al contrario completa, definitiva e nelle intenzioni duratura. Al punto che i referenti delle Attività culturali si sono impegnati ad eseguire anche, sempre a propria cura e a proprie spese, non solo le opere occorrenti ad assicurare la stabilità dell'edificio settecentesco lesionato ma anche tutte quelle che risulteranno funzionali alla sua tutela sotto il profilo architettonico e artistico.