Messina. Consegnato alla città nel 1989 chiavi in mano, costato circa 18 milioni di euro (ma dire trentasei miliardi di vecchie lire fa più effetto), oggi, dopo 23 anni, il Nuovo Museo Regionale di Messina non è ancora stato inaugurato. Fa acqua, infatti, da tutte le parti, proprio in senso letterale, avendo un reticolato idrico che non ha mai funzionato, non è a norma quanto a sicurezza, climatizzazione, impiantistica varia, insomma come sostiene Gesualdo Campo, direttore generale dell'assessorato palermitano ai Beni culturali, è una brutta "scatola mangiasoldi", che non potrà mai essere perfetta. Anzi, per essere efficiente avrebbe bisogno di altre "ingentissime risorse economiche" da parte della Regione siciliana e della Comunità europea. Il tutto nella completa indifferenza della città peloritana che fagocita qualsiasi scandalo, scaraventandolo in una palude senza fondo. E dire che nel 1975 il Nuovo Museo, su incarico ministeriale, era stato disegnato dal mirabile duo Carlo Scarpa-Roberto Calandra. Ma poi il progetto fu abbandonato (nonché pagato) dal Comune e gli si preferì un mediocre appalto concorso che lo realizzò con vistose irrazionalità, prima fra tutte gli spazi espositivi inadeguati alla maestosità di alcune opere, tra cui due Caravaggio. "Ciò che appare vergognoso sostiene Campo è che nessuno ha mai chiesto, nell'arco dei dieci anni prescritti dalla legge, alcun risarcimento alle imprese che avevano realizzato, malissimo, i lavori". Una relazione stilata, su incarico del Dirigente regionale dall'architetto Gianfranco Anastasio, attuale responsabile dei lavori di recupero del Museo, denunzia la carenza degli infissi, l'inefficienza della tenuta d'acqua dello spazio di isolamento perimetrale, la scarsa coibentazione delle coperture e il mancato trattamento antiruggine delle parti metalliche in copertura e in facciata. Per tali ragioni, a parte i circa 8 milioni spesi per la realizzazione dell'opera, il museo ha fagocitato alti 8 milioni finanziati dalla Regione dal 1992 al 2005, e, circa 1 milione e 200 dal Por 2000-2006. L'ultimo milione e 900 mila euro è stato previsto con il PorFesr 2007-2013. "Gocce nel mare" dice Campo che non possono risolvere alla radice il problema. Intanto nel Nuovo Museo sono stati trasportati tutti i materiali lapidei che con la brutale umidità non soffrono, mentre nell'ex Filanda Melinghoff, che ospita il vecchio museo, sono rimasti i dipinti che comprendono, tra le altre prestigiose tele, due grandi Caravaggio e tre Antonello da Messina. "Col risultato si amareggia Campo che manca la completezza in tutti e due gli ambiti museali". Una visione più ottimistica (ma parliamo di ottimismo della volontà) viene espressa da Anastasio che spera, con l'ultimo finanziamento di circa 1 milione e 900 mila euro, di "tamponare" alcune situazioni più gravi, ciò che consentirebbe un'inaugurazione a dicembre 2013, con l'intento di affrontare, a museo aperto e con sofisticatissime tecnologie, tutti gli altri profili carenti della struttura. Soluzione di tipo berlusconiano, come quella adottata per la famigerata autostrada Messina-Palermo? Forse. A meno che la ferrea tenacia di qualche dirigente non finisca con l'averla vinta.