Via libera della Giunta all'accordo fra Demanio e Comune per trasferire gratuitamente mura magistrali, forti, bastioni e Castelvecchio dallo Stato alla città di Verona, con relativo programma di valorizzazione. Vale a dire, un piano di lavori per tenere in ordine i beni e per fare in modo che siano sempre di più visitabili e fruibili da cittadini e turisti. Una volta votato dal Consiglio comunale la prossima settimana il piano dovrà essere autorizzato dal sindaco e quindi sottoposto alla firma congiunta di Agenzia del Demanio, ministero dei beni culturali e Comune scaligero. Nell'arco del prossimo mese, dunque, verrà sancita definitivamente la cessione delle proprietà. Il decreto sul Federalismo demaniale cioè il passaggio dallo Stato agli enti locali di immobili, fortificazioni, strade e aree pubbliche giunge alla stretta finale. Dopo una quarantina d'anni, dunque, Verona è all'appuntamento con la storia. Ciò dopo essere stata città capofila in Italia quanto all'utilizzo di forti e bastioni, per attività sportive, di svago e culturali, grazie all'impegno gratuito di associazioni che hanno utilizzato e tenuto in ordine questi compendi. Ma quali sono i beni in procinto di passare al Comune, che in parte già li utilizza? Si parte dalla cinta delle mura magistrali, il grande patrimonio della città, tra i più importanti in Europa e nel mondo per estensione e per stratificazione di epoche storiche, e si passa poi al piazzale davanti all'ex Arsenale, fino a Castelvecchio, tranne la parte attualmente in uso al ministero della Difesa per il Circolo Ufficiali. Nella lista c'è poi il bosco delle Torricelle, fra la Valdonega e la Valpantena, con le relative fortificazioni austriache denominate Torricelle massimiliane. Quindi i forti austriaci Lugagnano, Sofia (via San Leonardo), Santa Caterina al Pestrino e John o Preare, a Montorio. Nella delibera si approva contestualmente anche il «Programma difensivo di valorizzazione del sistema difensivo veronese e sue emergenze». «Verona è la prima città d'Italia riuscita a portare al termine questa complessa operazione per attuare il federalismo demaniale», commenta l'assessore al patrimonio, Daniele Polato. «Voglio sottolineare, inoltre», aggiunge, «la portata di questo provvedimento, che riguarda una quantità notevoli di beni e di complessi di grande valore storico e architettonico, come le mura magistrali, Castelvecchio e i forti austriaci. Altre città infatti hanno soltanto qualche piccola frazione di aree, non paragonabili alla ricchezza dei beni di Verona». Giunto al momento finale del percorso, Polato ci tiene a «ringraziare tutti gli uffici comunali, dal patrimonio ai lavori pubblici e a tutti gli altri per lo straordinario lavoro svolto in questi ultimi quattro anni e mezzo. Ringrazio inoltre i sovrintendenti Gaudini, Manasse e Soragni, l'ingegner Allegroni, e il Demanio, per tutto il lavoro compiuto davvero giocando in squadra. Dopo 40 anni finalmente Verona è giunta a questo importante traguardo, reso possibile dal coinvolgimento di tanti amministratori e politici».E.G.