Una autentica follia il megaporto che è stato previsto a Lipari e l'aviopista che vorrebbero realizzare a Vulcano Catania. C'è un incipit curioso ed inquietante nel Dossier che qualche mese fa ha preparato Legambiente Sicilia, diremmo più inevitabilmente che provocatoriamente, intitolato "Unesco alla Siciliana". L'attacco dell'intervento del direttore regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna, era questo: «Sembra che ci sia un tragico e terribile destino per i siti siciliani dichiarati dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità": appena ottengono questo ambito importantissimo riconoscimento entrano in disgrazia. Si abbatte su di loro una sorte di maledizione, fatta d'incuria e abbandono, e chi amministra, chi ha una responsabilità diretta su questi tesori, unici e rari che il mondo ci invidia, si scatena con tutti i suoi mezzi e strumenti per renderli più brutti, per ferirli, per sfruttarli e consumarli. Appaiono questi vandali in tutta la loro arroganza e protervia: "tanto ormai il riconoscimento l'abbiamo ottenuto e ce ne freghiamo!....". E allora giù, con cementificazioni, degrado, abusivismo, disinteresse, promesse non mantenute, impegni non rispettati». Fin qui l'incipit. Oggi chiediamo direttamente a Zanna perché mai ci tocchi questo destino e se è vero che questi siti, oltre ad essere più o meno trascurati se non abbandonati, mentre si perdono miliardi di fondi europei per una utilizzazione intelligente, continuano ad essere nel mirino della speculazione. «Purtroppo è così, le cose che accadono attorno, dentro o vicino a questi siti sono sempre molto allarmanti e segnali costanti di un atteggiamento da parte di molte istituzioni non solo di totale disinteresse, ma anche quasi di accanimento». Un accanimento che, nel caso dei cinque siti Unesco, e quando parliamo di questi siti, naturalmente, bisogna considerare tutti i territori circostanti, non solo quelle aree, è la somma tante responsabilità e tanto disinteresse quanti sono gli enti, i soggetti pubblici, le amministrazioni direttamente coinvolte. Gianfranzo Zanna fa due calcoli al volo. «Cinque siti, dunque, cinque o sei province, una ventina di comuni in tutto coinvolti. Ce ne sarebbe abbastanza per creare un'azione sinergica, per fare strategie precise, impegnando risorse economiche ed umane. Invece manca sempre un coordinamento e, soprattutto, il dare una priorità a interventi finalizzati a proteggere, ma a rendere anche fruibili, non certo ingessati, questi beni». L'aggressione, dicevamo prima, continua. Un po' perché l'uomo spesso adora la speculazione, fare tanti soldi calpestando qualunque principio, ma anche per indolenza, per strafottenza, per leggerezza e superficialità. Zanna ha un elenco che, purtroppo anche qui, si aggiorna quasi quotidianamente con gli scempi in corso, con quelli minacciati, con quelli potenziali. «Non si deve pensare che quando si parla di abusivismo in aree protette come quelle dei siti Unesco, ci riferiamo solo ad abusivismo edilizio, a cemento con cui si vorrebbe distruggere quel che c'è. Ci sono anche piccoli esempi di abusi e scempi, ma molto indicativi. Così passiamo dalla Valle dei Templi, con le seicento case abusive presenti in zona A di massima tutela (dopo i primi abbattimenti di scheletri di costruzioni di alcuni anni addietro, la repressione contro queste vergognoso fenomeno non è mai andata avanti), alla passerella che si vorrebbe realizzare sul fiume Anapo, a Pantalica. Questo può sembrare un fatto minimo, ma non lo è. Anche il fatto che ci dicano che si tratterebbe di una passerella bella da vedere, di legno e acciaio, fa capire come manchi l'idea del rispetto dell'ambiente naturale. Migliorare le modalità di fruizione dei beni, non significa alterare quel che c'è, da secoli». Ma che sfugga a tanti il significato stesso dell'investitura che arriva dall'Unesco è più che evidente se si pensa al caso Siracusa. Il capoluogo è interamente considerato bene dell'umanità, non c'è un'area circoscritta, nemmeno quella dove sorgono gli antichi monumenti. Eppure... «Nelle previsioni di piano regolatore della città - ricorda desolato Zanna - l'area a est del Castello Eurialo, infatti, viene occupata da 5 comparti edilizi. Si tratta di un ulteriore avanzamento del fronte dell'edificato a ridosso delle Mura Dionigiane con costruzioni dell'altezza di metri 13,50, per oltre 200.000 mc e con destinazioni che cancellano la previsione del parco urbano e pregiudicano in maniera irreversibile ogni ipotesi di seria tutela del Castello Eurialo e del Parco archeologico delle Mura. E ancora, il PRG, prevedendo artificiosamente un Parco di valenza ambientale delle Mura, diviso dal Parco di valenza archeologica, consente ulteriori edificazioni e trasformazioni delle aree ancora più a ridosso della zona archeologica. E sempre per effetto degli stessi articoli delle norme tecniche di attuazione le cubature insediabili hanno una possibilità di ulteriore incremento fino al 30». Gli scempi previsti e da scongiurare sono infiniti. Ce ne sono anche in quel paradiso che sono le Eolie: «Dove - incalza Zanna - hanno previsto a Vulcano un aviopista e a Lipari un megaporto che è una follia». Un dilagare di cemento per il momento bloccato dal piano paesistico regionale, ma resta la considerazione sull'atteggiamento prevalente tra chi dovrebbe tutelare quel patrimonio. Che cosa fare, dunque, secondo Legambiente? «Coordinare gli interventi tra Regione ed enti locali, ce ne sono anche di realizzabili a costo zero, ma non si va avanti. E recuperare e cominciare a spendere bene i fondi europei, anziché perdere tutte le risorse e piangerci addosso». 10032012
SICILIA - Abusi edilizi e speculazioni nei siti Unesco Isole Eolie
Il direttore regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna, ha scritto un articolo intitolato "Unesco alla Siciliana" in cui critica l'atteggiamento delle istituzioni siciliane nei confronti dei siti Unesco dichiarati "Patrimonio dell'Umanità". Zanna sostiene che questi siti sono spesso trascurati e abbandonati, e che le amministrazioni locali si scatene con tutti i mezzi per renderli più brutti e sfruttarli. Ecco alcuni esempi di abusivismo e scempi che Zanna menziona:
* La Valle dei Templi, dove ci sono 600 case abusive presenti in zona A di massima tutela.
* La passerella che si vorrebbe realizzare sul fiume Anapo a Pantalica.
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