Lex Sindaco di Ercolano, Nino Daniele, nellarticolo pubblicato su "Repubblica Napoli" del 7 marzo 2012, esprime il proprio dissenso rispetto ad iniziative poste in essere dalla quasi totalità dei Comuni inclusi nella zona rossa, ed afferma che 14 sindaci su 18 chiedono di rivedere la legge regionale n. 212003, « che blocca le costruzioni nella zona rossa » e dissente in modo forte dal documento redatto in tale occasione. È di lampante evidenza che lex sindaco Daniele non era presente alle manifestazioni e non ha letto il documento, perché i 14 sindaci hanno chiesto esattamente il contrario, affermando la necessità di applicare pienamente la citata legge 21, inerente i Comuni inclusi nella zona rossa del rischio vulcanico. Nel documento da cui dissente Daniele si afferma, senza tema di smentita, che la legge è rimasta inattuata. Infatti, larticolo 1 blocca ad horas qualunque incremento di carico insediativo residenziale demandando al contempo ad un piano strategico operativo le specifiche tecnico-urbanistiche per il coordinamento delle iniziative di riforma territoriale e le altre azioni finalizzate alla riduzione del rischio vulcanico. Il piano strategico operativo rappresenta il "regolamento dattuazione" della legge regionale 212003. Lapprovazione di tale piano sarebbe dovuta avvenire entro 6 mesi dallentrata in vigore della legge (sono trascorsi solo 9 anni!) ed i Comuni avrebbero dovuto adeguare i propri strumenti urbanistici generali alle mutate condizioni normative; in pratica, in coerenza con il Pso, i Comuni inclusi nella "zona rossa" avrebbero dovuto procedere allaggiornamento della strumentazione urbanistica comunale, azione che non è riuscita neanche allex sindaco nel quinquennio 2005-2010, proprio per limpossibilità di relazionarsi ad un piano "fantasma". Nel documento si afferma che una delle attività istituzionali che in modo efficace può condurre alla riduzione dei rischi è senza dubbio rappresentata dalla programmazione e pianificazione territoriale, oltre agli innumerevoli benefici in termini di tutela del paesaggio. Altro aspetto inconfutabile è che lattuale stato di "sospensione" e "vincolo indifferenziato" è estremamente dannoso per il territorio e diminuisce, invece di aumentare, i gradi di sicurezza per le popolazioni residenti. I 14 sindaci con diverse sfumature hanno rappresentato la volontà di indirizzarsi verso una "tutela attiva" adeguatamente progettata, finanziata e guidata dallente pubblico, che non può astrattamente "congelare" una situazione, ma deve invece programmare, realizzare e promuovere interventi, sia di natura pubblica che privata, purché compatibili con i più generali interessi pubblici di sicurezza. Gli effetti concreti sui territori comunali del vincolo indifferenziato dovuto alla legge 21 e alla mancata entrata in vigore del Pso sono, in estrema sintesi, una stabilizzazione ulteriore di parti urbane caotiche e ad alta densità abitativa. Il blocco indifferenziato ed assoluto delle attività edilizie sul patrimonio esistente (non previsto in via stabile neanche dalla stessa legge 21, come si evince chiaramente dalla lettura dellarticolo 5) e al contempo la possibilità, generica e diffusa, di trasformare immobili esistenti ed insediare ex-novo attività di tipo produttivo, ha comportato lincremento delle attese fondiarie e la moltiplicazione di una miriade di scoordinate iniziative di edilizia produttiva di tipo direzionale, commerciale ed alberghiero. Dal punto di vista urbanistico, il risultato è laumento esponenziale del caos insediativo e della congestione delle infrastrutture, mentre per il paesaggio e lambiente si assiste ad un quotidiano degrado delle risorse e delle opportunità anche in chiave turistica. Ulteriore difficoltà è rappresentata dal blocco dellesame delle istanze di condono edilizio inoltrate ai sensi delle leggi 471985 e 7241994, da parte della soprintendenza di Napoli, nelle more dellapprovazione del piano strategico operativo. Il blocco dei procedimenti amministrativi tende a peggiorare, se ancora possibile, una situazione di "sospensione" che impedisce ogni forma di programmazione finalizzata alla tutela ed allaumento dei gradi di sicurezza, impedendo ad esempio leliminazione degli immobili "incongrui". Con questo blocco non si rilasceranno sanatorie ma, certamente, non sarà possibile abbattere neanche un edificio per il quale non viene espresso un formale diniego. Questo è quanto hanno discusso i 14 sindaci, al di fuori di ben remunerate quanto dannose per il territorio, retoriche ambientaliste. Infine, una contraddizione in termini; ad oggi la non attuazione della legge 21 rende praticamente impossibile procedere alla pianificazione urbanistica. Al di fuori di una corretta programmazione del territorio, quale "tutela" è possibile? Lautore è sindaco di SantAnastasia
NAPOLI - Una legge inapplicata aumenta il rischio Vesuvio
Il sindaco di Ercolano, Nino Daniele, ha espresso il suo dissenso rispetto alle iniziative dei Comuni della zona rossa di Napoli, che chiedono di rivedere la legge regionale 21, che blocca le costruzioni nella zona. Daniele afferma che i 14 sindaci della zona rossa hanno chiesto di applicare pienamente la legge 21, ma che il documento che ha dissento è stato redatto senza la sua presenza e che non ha letto il documento. La legge 21 blocca ad horas qualsiasi incremento di carico insediativo residenziale e richiede un piano strategico operativo per il coordinamento delle iniziative di riforma territoriale e la riduzione del rischio vulcanico.
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