Il "Ninfeo" di Genazzano, grande incompleto dellarchitettura bramantesca, sta per essere portato a termine. Ma con uno scempio. A cento passi dal luogo di delizie voluto dai Colonna nei loro possedimenti alle porte di Roma, tra corsi dacqua, raffinate architetture e idilli campestri, è stato costruito un possente muro di cemento. La parete distrugge la prospettiva e la vista del gioiello attribuito dalla critica al progettista del coro di San Pietro e del tempietto sul Gianicolo: Donato Bramante. Ma, quel che è peggio, dietro la muraglia cementizia stanno per sorgere 5 altre villette: saranno facili da piazzare, poiché hanno uninvidiabile vista sul loggiato impreziosito dalle serliane, dalla sala ottagona, dalla vasca, costruiti dal più grande architetto del '500. «La colpa è anche dello Stato, che non ha mai posto un vincolo paesistico sulla valle», denuncia lassociazione culturale "Clavis Aurea". Ma anche del Comune che, con il piano regolatore del 1986, ha dato il via libera allurbanizzazione del colle Pizzuto che fronteggia il Ninfeo. E sul sito del municipio lattribuzione al grande marchigiano è "smorzata": «Lipotesi» della mano di Bramante «non è avvalorabile con certezza; infatti non esistono documenti... «. Di diversa opinione sono storici dellarte e dellarchitettura come Frommel, Pagliara, Denker, Nesselrath, Doerig, Carbonara, Settis: convinti dellattribuzione a Bramante e alla sua cerchia e, comunque, del fatto che si debba fermare lassalto alla valle. Per questo, con altre 300 persone, hanno firmato lappello di "Clavis Aurea". Lassociazione ha inviato una lettera di Sos alla Soprintendenza ai beni architettonici del Lazio che, nonostante abbia recentemente restaurato il "Ninfeo", ha dormito sul vincolo di tutela del paesaggio che lo ospita. La lettera è stata recapitata anche al neo ministro dei Beni culturali Ornaghi e al Comune. Lautorizzata lottizzazione in corso in località "Le crete", alle pendici del monte Pizzuto, ha aggredito anche - si denuncia nellappello - il bosco che faceva da quinta al Ninfeo. Il muro verde è stato abbattuto per lasciare posto a quello in calcestruzzo, sotto il quale è sorto «un largo stradone in cemento allargando loriginale stretto sentiero». Anche la Direzione regionale dei Beni culturali è stata investita del problema: se il capolavoro bramantesco e il corso dacqua ai suoi piedi sono protetti da un vincolo monumentale e da un piano paesistico territoriale che destina larea a parco, privo di tutela è il colle a due passi. «Si chiede alla Soprintendenza - scrivono studiosi e cittadini - di arrestare lo scempio e mettere in atto le misure necessarie a restituire alla valletta lassetto rimasto intatto per 500 anni». Un vincolo può forse ancora salvare questo unicum tutto italiano di cultura e natura. E mettere in sicurezza "Li iardini" e il "Ninfeo" creati da Bramante per portare la classicità di Roma, un po Terme di Diocleziano, un po Basilica di Massenzio, nel paradiso dei Colonna.
"Il Ninfeo del Bramante assediato dal cemento". Genazzano, a rischio il capolavoro del '500
Il Ninfeo di Genazzano, un grande incompleto dellarchitettura bramantesca, sta per essere portato a termine con uno scempio. Un muro di cemento distrugge la prospettiva e la vista del luogo, che è stato costruito dai Colonna nei loro possedimenti alle porte di Roma. Dietro la muraglia cementizia stanno per sorgere 5 villette, che saranno facili da piazzare. Lassociazione culturale "Clavis Aurea" denuncia lo Stato e il Comune per non aver posto vincoli paesistici sulla valle. Storici dellarte e dellarchitettura convinti dellattribuzione a Bramante e del fatto che si debba fermare lassalto alla valle, hanno firmato unappello.
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