Ok dal Consiglio alla proposta del sindaco: danneggiata l'immagine della città L'accusa. Processo lontano ma D'Alessio: quegli eventi metafora di incapacità degli addetti POMPEI. Il sindaco-avvocato, Claudio D'Alessio, si costituirà parte civile nel giudizio che vedrà imputati i responsabili dei crolli avvenuti negli Scavi. «La decisione nasce dall'esigenza di tutelare l'immagine della città che rappresento», aveva anticipato la scorsa settimana il primo cittadino a «Il Mattino». Ad avviare l'iter procedurale il voto unanime, di maggioranza e opposizione, raggiunto in consiglio comunale, con il quale è stata ratificata la delibera di indirizzo. In aula di consiglio è stato presentato un video che ha «raccontato» tutti i crolli avvenuti negli Scavi, dal 6 novembre 2010 ad oggi, attraverso le immagini dei telegiornali internazionali. È il primo caso in Italia in cui un comune si ritiene parte offesa in un procedimento penale in cui si difende il patrimonio culturale. «Lo sgretolarsi della storia e la necessità di prendersene cura preservandone anche i frammenti, ci ha spinti a tanto», spiega D'Alessio. «È da quando gli Scavi sono stati inseriti nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, che coloro che amministrano la città di Pompei hanno la responsabilità di vigilare e garantire che essi vengano preservati non solo per il Paese e il suo popolo, ma per l'umanità intera». «Come amministratori della città di Pompei - continua D'Alessio - siamo consapevoli che la mancanza di una manutenzione ordinaria e di una conservazione programmata, per un sito di 109 acri di terra, di cui 50 ettari sotterranei, unita alla sollecitazione di milioni di turisti l'anno, l'assenza di drenaggio conseguente alle intemperie, una vegetazione senza controllo, hanno reso fragile l'intero sistema del Sito Unesco. Abbiamo l'obbligo di rispondere con un'azione concreta, e legale, per la tutela dell'immagine di Pompei perché ora non è più tempo di scegliere fra l'antica Pompei e la nuova Pompei, anche se, forse, questa distinzione non avrebbe mai dovuto essere fatta. I crolli di Pompei sono divenuti la metafora dell'incapacità degli addetti di prendersi cura del patrimonio culturale di Pompei. Appare chiara dunque, la lesione dell'immagine e del nome della città di Pompei, che risultano gravemente danneggiate dall'incuria e dalla devastazione dei crolli del sito archeologico, da considerarsi parte integrante del suo territorio».
Pompei. Crolli agli Scavi, il Comune sarà parte lesa
Il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, si costituirà parte civile nel processo che vedrà imputati i responsabili dei crolli avvenuti negli Scavi. La decisione è stata presa in consiglio comunale con un voto unanime. D'Alessio ha spiegato che la decisione è nata dall'esigenza di tutelare l'immagine della città, che è stata gravemente danneggiata dagli eventi. Il sindaco ha anche spiegato che la mancanza di una manutenzione ordinaria e di una conservazione programmata ha reso fragile il sistema del Sito Unesco, e che è necessario agire per la tutela dell'immagine di Pompei.
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