A quattro anni dall'evento la città inglese tira un primo bilancio Oltre 3,3 milioni di presenze, 753 di ricavi e 600 posti letto in più 130 300 i milioni di sterline che Liverpool ha investito dal 2002 al 2008 nel progetto di Capitale europea della cultura, pari a circa 155 milioni di euro. Una cifra superiore a qualsiasi budget di altre città scelte in questi anni, ma spalmato in un arco di tempo decisamente più lungo. La metà degli investimenti è stata a carico del Council, la municipalità della città inglese che conta quasi 500 mila abitanti Le forti perplessità del resto del Paese al momento della designazione A fine 2008 si contavano 11 mila impegnati in attività creative Quattro anni dopo, i conti tornano. Eccome se tornano. Essere Capitale europea della cultura nel 2008 ha cambiato il volto di Liverpool. Il destino forse non ancora, considerato che la città resta di quelle difficili, marginali per definizione e vocazione. Non a caso, quando nel 2002 venne preferita tra altre 12 a rappresentare l'Inghilterra, parecchi strabuzzarono gli occhi. La scelta era caduta sulla realtà più problematica del Paese, una città con un tasso di disoccupazione che in passato oscillava tra i140 e il 55 per cento nelle fasce giovanili. Un posto dove appena arrivi alla stazione di Lime Street ti consigliano caldamente di non perdere mai di vista la valigia: non solo la brava gente del posto, ma pure qualche tabloid nazionale. Nero su bianco in prima pagina, per capirci. Quattro anni dopo l'evento, uno studio («Impacts 08») dell'Università di Liverpool e della John Moores University, rivela come l'investimento abbia dato i suoi frutti. In soldoni, 753,8 milioni di sterline: fanno oltre 900 milioni di euro tra Liverpool, la regione del Mersey e il Nord-Ovest del Paese. Gli investimenti sostenuti dal 2002 al 2008 ammontano a 130 milioni di sterline, 155 di euro. In pratica, ogni sterlina investita ne ha generate 6. Una cifra mai investita La cifra investita a Liverpool può sembrare esagerata, e in effetti è superiore a qualsiasi budget di altre Capitali della Cultura: 12,1 milioni di Sibiu 2007, 30,8 di Stavanger 2008, 68,1 di Glasgow 1990, 62,4 di Linz 2009, 51,6 di Lille 2004 e 41,1 di Lussemburgo 2007. Ma c'è un fior di ma: i budget della maggior parte delle altre città hanno riguardato un arco temporale di 1-3 anni, a Liverpool di 6. Il perché è presto detto, o meglio scritto nel report: «Il programma della Capitale europea della cultura tende ad operare su più livelli, particolarmente nel contesto della rigenerazione urbana: vuole essere un potenziale catalizzatore di investimenti economici e cambiamenti sociali a lungo termine». Dei quasi 130 milioni di sterline investiti, 74 sono della municipalità (il Council), 10, 5 fondi ministeriali, 14 europei (i vecchi «obiettivo 1») e solo 809 mila sterline di fondi europei finalizzati al progetto di Capitale della cultura Più altri 4 da imposte e 21 da sponsor privati: la maggior somma mai investita sulla città nella sua storia. Audience di 9,8 milioni Nel solo 2008, l'audience agli eventi è stata di 9,8 milioni di persone. Ma il dato va assolutamente interpretato, non sono i visitatori, ma i partecipanti. E si presume che ognuno di loro abbia partecipato (ragionevolmente) ad almeno 3 eventi, gratis o a pagamento. II che fa scendere il numero delle presenze reali a quota 3,3 milioni: 7 volte la popolazione di LiverpooL E 4 volte la partecipazione dei 2 anni precedenti. In realtà, due terzi sono della città stessa e della più ampia regione del Merseyside: il resto arriva dal Regno Unito, e solo il 3-4 per cento dal resto d'Europa. Non tantissime (al 97 per cento alla loro prima visita), ma qui il dato risente del relativo isolamento britannico, confermato anche dall'1 per cento del vicino Festival internazionale di Manchester. Certo, quello teatrale di Edimburgo tocca quota 15 per cento, ma ha una storia ed un radicamento non paragonabili. Oltre a non essere un avvenimento estemporaneo e concentrato in un solo anno, come la Capitale europea della cultura. L'87 per cento favorevole E se nel 2007 i giudizi positivi sulla manifestazione si fermavano al 61 per cento, alla chiusura dell'anno fatidico il dato era salito all'87. I135 per cento delle visite complessive nella città ha avuto come motivazione l'evento. Un effetto traino confermato anche dal boom dei posti letto: oltre 600 nuove camere nel solo 2008, L200 tra 2006 e fine 2009, con un tasso d'occupazione dell'86 per cento nei weekend e del 76 nei rimanenti giorni. II prezzo medio è stato di 72 euro, con un più 5 per cento rispetto al 2007 e 21 confrontato al 2001. Nel 2009, il dato è sceso a 65. Alla fine del 2008 si contavano 1.683 realtà professionali creative a Liverpool, per un totale di 11 mila persone impiegate. Il 65 per cento degli inglesi era a conoscenza dell'evento e il 77 aveva trovato la città più sicura del previsto. E stiamo parlando di un posto non molto rassicurante. Il 99 per cento aveva apprezzato l'atmosfera e i197 si era sentito benvenuto. Normale che alla fine, 3 inglesi su 4 si siano convinti che la Capitale europea della cultura abbia fatto solo bene alla città.