Un milione e 120mila euro per il restyling di affreschi e pavimenti. Soprintendenza sotto accusa. Accolto il ricorso di due ditte «Non c'era trasparenza nel valutare le offerte» Villa dei Misteri: va rifatta la gara (1 milione e 120 mila euro l'importo) dei lavori di restauro di apparati decorativi parietali e pavimentali perché ha sbagliato la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ad aggiudicarla all'impresa Restauri Eu Ro srl.. Lo ha sentenziato il Tribunale amministrativo regionale che, accogliendo il ricorso di Consorzio L'Officina, Corsale Maria Pia, Studio Crc di Paolo Pastorello e Corsorzio Arké, ha annullato l'assegnazione definitiva dell'appalto, dichiarando l'inefficacia del contratto stipulato dall'allora Soprintendente Giuseppe Proietti. Secondo la sentenza, la commissione giudicatrice ha operato illegittimamente in quanto, dopo che il Tar aveva annullato le precedenti esclusioni di Corsale-Consorzio Arkè-Studio Crc e L'Officina avrebbe dovuto procedere alla rinnovazione integrale delle operazioni di gara, a partire dall'invito rivolto alle concorrenti di presentare nuove offerte. All'appalto da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa partecipavano 11 imprese specializzate, tra le quali le due ricorrenti. Dopo il pronunciamento dei giudici amministrativi di piazza Municipio, che dichiarava illegittima l'esclusione delle due imprese, la commissione riapriva le operazioni di gara e valutava le offerte presentate, collocando al secondo posto in graduatoria L'Officina alle spalle della Restauri Eu Ro, che restava vincitrice. Il Tribunale ha rilevato che la valutazione delle offerte delle due ricorrenti, con particolare riferimento a quelle tecniche, è avvenuta quando erano già note alla commissione giudicatrice le offerte tecniche ed economiche delle altre concorrenti, in quanto scrutinate nella precedente fase della procedura. Richiamando la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, il Tar ha sentenziato che il seggio di gara ha posto in essere un comportamento illegittimo, avendo proceduto alla valutazione comparativa tra l'offerta presentata dalle società riammesse e quella della società dichiarata originariamente vincitrice. La sentenza, firmata dal presidente Antonino Savo Amodio e dai magistrati Paolo Corciulo (estensore) e Renata Emma Ianigro, contiene anche la condanna della Soprintendenza e dell'impresa Restauri a pagare 4 mila euro dio spese legali. In sede cautelare, il 7 ottobre del 2011 il Tar aveva respinto la domanda sospensiva, provvedimento riformato in appello il successivo 18 ottobre dal Consiglio di Stato. E ora? La Soprintendenza opterà per la gara bis o ci sarà un secondo round giudiziario. Il verdetto che ha bocciato la commissione giudicatrice potrebbe essere appellato davanti al Consiglio di Stato. E' quello che si saprà nei prossimi giorni. Il ricorso è stato redatto dall'avvocato Antonio Ausiello mentre la difesa di Restauri Eu Ro è stata sostenuta dall'avvocato Federico Titomanlio. La Soprintendenza, condannata già in sede cautelare a pagare 3 mila euro di spese legali, si è costituita nel processo tramite l'Avvocatura Distrettuale dello Stato.
POMPEI - Villa dei Misteri il maxi-restauro bocciato dal Tar
Il Tribunale amministrativo regionale ha annullato l'assegnazione definitiva dell'appalto per il restauro di apparati decorativi parietali e pavimentali della Villa dei Misteri a Napoli, che era stata assegnata all'impresa Restauri Eu Ro srl. La commissione giudicatrice aveva operato illegittimamente, valutando le offerte delle due imprese ricorrenti, L'Officina e Corsale Maria Pia, in un momento in cui già conosceva le offerte delle altre concorrenti. La sentenza ha anche condannato la Soprintendenza e l'impresa Restauri a pagare 4 mila euro di spese legali. La Soprintendenza opterà per la gara bis o ci sarà un secondo round giudiziario.
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