Il rischio per via Zamboni è che si passi dal degrado per il troppo utilizzo a quello per la mancanza di utilizzo. Paola Grifoni, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, guarda con ottimismo al piano del sindaco Virginio Merola che vorrebbe creare un campus universitario nell'area Staveco. Non sempre, in passato, Grifoni è stata tenera con la giunta. E non ha esitato a definirsi «terrorizzata» dal piano delle pedonalizzazioni che l'amministrazione vorrebbe attuare a partire dalla primavera e che, secondo lei, rischia di «desertificare» il centro storico. Per la stessa ragione, la soprintendente si augura che, se il progetto del sindaco sulla Staveco andrà in porto, l'Università non sparisca dal centro storico, e da via Zamboni in particolare. Soprintendente Grifoni, il sindaco Virginio Merola vorrebbe creare una cittadella universitaria nell'area della Staveco. Da parte sua ci sarà l'ok? «L'idea di Merola mi sembra una buona cosa. L'area della Staveco è uno spazio abbandonato da tempo e che in qualche modo deve essere riqualificato, questa proposta del sindaco mi sembra interessante». Sull'area c'è un vincolo di interesse storico... «Se il piano partirà, ci saranno certamente alcune accortezze da tenere presenti. Ma qui siamo già alla fase due. Prima bisognerà vedere il progetto del Comune. Di sicuro alla Staveco bisognerà salvaguardare alcuni elementi di interesse storico, ma si tratta di una pratica piuttosto consueta. L'amministrazione farà un piano e lo valuteremo insieme». Il vincolo storico c'è anche in via Zamboni, negli edifici dell'attuale facoltà di Lettere che, in caso di trasferimento alla Staveco, saranno destinati a nuovi utilizzi. Cosa ne pensa? «Ben venga lo spostamento di alcune facoltà. Ma sono convinta che nel centro storico la presenza dell'ateneo debba comunque rimanere viva. Insomma, non bisogna annullare completamente la vita universitaria in via Zamboni...». Che cosa intende? «Va benissimo alleggerire la pressione attuale sulla zona universitaria, che forse è eccessiva, ma senza cancellare la presenza degli studenti che resta fondamentale. Altrimenti il rischio di questi complessi e di tutta la via è che si passi dal degrado causato da un eccessivo utilizzo al degrado causato dal mancato utilizzo. Ma io penso l'università, comunque vada, continuerà a utilizzare le sue sedi in centro». Lei si è detta «terrorizzata» dal piano pedonale annunciato dalla giunta, che rischierebbe di svuotare il centro storico. Se il piano-Staveco partirà effettivamente, i rapporti tra la Sovrintendenza e l'amministrazione saranno più distesi? «Nessun problema, in realtà con il Comune, anche in passato abbiamo sempre collaborato. Se ci vengono presentati dei progetti se ne discute insieme e si trova una soluzione».