Salvati stucchi e affreschi per la prima volta visitabile l'area destinata alle donne Aprono alle visite, dopo quattro anni di restauri e consolidamenti, le Terme stabiane, il più antico complesso balneare pubblico di Pompei. E, assieme al settore maschile, da sempre visibile, a partire da oggi, in occasione della Festa della donna e dell'iniziativa del Mibac che prevede l'ingresso gratuito alle donne in tutti i luoghi di cultura, sarà possibile accedere alla sezione femminile delle terme, mai aperta al pubblico. Un'area, quest'ultima, che aveva un ingresso secondario appunto destinato solo alle pompeiane, era situato in quello che attualmente è conosciuto come «Vicolo del Lupanare» ed era caratterizzato dalla scritta « Foeminae», ormai cancellata dal tempo, sulla facciata esterna. Il varco principale affacciava, invece, su via dell'Abbondanza, proprio di fronte alla piazzetta con la statua dedicata a Marco Holconio Rufo (personaggio di spicco nella Pompei del I secolo avanti Cristo) e a pochi metri dall'incrocio con la via Stabiana. Accanto alla Pompei che crolla, al sito archeologico abbandonato all'incuria e al degrado, c'è dunque una Pompei che nel silenzio viene curata e salvata. All'opera, realizzata con mezzo milione di euro (fondi del ministero) in base a un progetto del 2007, hanno lavorato ditte appaltatrici coordinate da tecnici della Soprintendenza. Il restauro ha riguardato sia le murature e le coperture, che sono state rifatte, sia gli stucchi e le pitture. Un insieme di criticità: dall'umidità di risalita agli intonaci decoesi, dalle infiltrazioni delle acque meteoriche ai distacchi degli intonaci, aveva compromesso in maniera impressionante l'edificio, che ha un valore storico e scientifico eccezionale. Costruito nel II secolo avanti Cristo sfruttando un impianto più antico di altri tre secoli, si struttura nella classica sequenza di ambienti: apodyterium (spogliatoio), frigidarium (per i bagni in acqua fredda), tepidarium (c'era una vasca con acqua tiepida, per acclimatarsi) e calidarium. Quest'ultimo era formato da una sala in cui si immettevano vapori umidi che raggiungevano i quaranta gradi; era presente anche una vasca con acqua calda in cui ci si poteva bagnare. Per aumentare la traspirazione, poi, si beveva acqua fresca da un bacino circolare di marmo. L'unicità del complesso è data dall'impianto di riscaldamento, fornito da un'unica fornace collocata sotto il pavimento, il più antico esempio sopravvissuto di epoca romana. L'accesso destinato alle donne prevedeva il passaggio attraverso un lungo corridoio. Una volta giunte al settore loro riservato, potevano spogliarsi, lasciare gli abiti nelle apposite nicchie e fruire degli impianti. Il settore maschile, nel 79 dopo Cristo, era in fase di restauro sia per i danni subiti dal terremoto del 63 dopo Cristo sia per le numerose scosse sismiche che in quegli anni si succedevano. La sezione femminile, invece, era in funzione. Gli stabilimenti balneari offrivano bagni caldi, piscine, saune, palestre e spazi porticati, locali per il massaggio e la toeletta. Nell'ingresso e nella palestra si conservano raffinate decorazioni in stucco policromo, con soggetti e figure mitologiche. E, appunto lo stucco.si stava perdendo del tutto. «Abbiamo lavorato sul consolidamento delle murature - spiega Giancarlo Napoli, uno degli specialisti che hanno contribuito a salvare la struttura - rifatto il percorso in cocciopesto, puliti e consolidati gli intonaci, eliminati i microrganismi infestanti, e stuccate le pareti, ricostruendo la superficie anche con colori molto simili a quelli originali. Se non si fosse intervenuti con rapidità avremmo rischiato di perdere anche quest'altra testimonianza dell'unicità di Pompei». La storia Le più moderne della città le alimentava l'acquedotto A Pompei c'erano tre stabilimenti termali pubblici: la Terme del Foro, le Terme Suburbane e le Terme Stabiane. Erano in avanzata fase di costruzione anche altri edifici termali. Esistevano anche numerosi stabilimenti privati. I più noti erano quelli di Giulia Felice, un elegante complesso termale per clienti facoltosi. In genere, le terme pubbliche erano gratuite o costavano un as lavatum, asse per il bagno. Le Terme stabiane, nel Il secolo avanti Cristo, erano state ristrutturate e migliorate. Erano persino alimentate con acqua dell'acquedotto e non attraverso i pozzi. All'ingresso c'era un a meridiana affiancata da un testo, in lingua osca, in cui si affermava che lo stabilimento era stato realizzato con denaro pubblico.
POMPEI - Sorpresa Pompei: riaprono le Terme Stabiane
Le Terme Stabiane di Pompei, il più antico complesso balneare pubblico della città, sono state aperte alle visite dopo quattro anni di restauri e consolidamenti. L'area destinata alle donne, mai aperta al pubblico, sarà accessibile per la prima volta in occasione della Festa della donna e dell'iniziativa del Mibac che prevede l'ingresso gratuito alle donne in tutti i luoghi di cultura. Il restauro ha riguardato sia le murature e le coperture che gli stucchi e le pitture, e ha riguardato anche l'impianto di riscaldamento, fornito da un'unica fornace collocata sotto il pavimento. L'accesso destinato alle donne prevedeva il passaggio attraverso un lungo corridoio.
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