La pianta ha 600 anni, è a S. Martino in Colle e aveva ispirato Carlo Lorenzini autore di Pinocchio Alla veneranda età di 600 anni, la Quercia di S. Martino diventa monumento, bene paesaggistico. Lo ha deciso la Consulta tecnica per le aree protette e la biodiversità della Regione Toscana, che ha accolto la richiesta del Comune e del Wwf. Esprime soddisfazione il sindaco Giorgio Del Ghingaro, che commenta: «La decisione valorizza l'alto contenuto storico e culturale che contraddistingue Capannori». Il Quercione, la Quercia di Pinocchio, o ancora la Quercia delle Streghe. Tanti nomi diversi per un albero straordinario, che da 600 anni vede sedersi all'ombra dei suoi rami maestosi frotte di curiosi, ammaliati dalla bellezza di questa meraviglia della natura, nascosta tra le frazioni di Gragnano e S. Martino in Colle. Alta 24 metri, ha un tronco che misura cinque metri di circonferenza e un diametro della chioma di quaranta. C'è chi assicura che Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Collodi, stesse seduto per ore sotto quei grandi rami quando passava l'estate a S. Martino in Colle, paese di nascita della madre. E proprio la grande quercia aveva ispirato a Collodi la scena dell'impiccagione di Pinocchio ad opera del Gatto e la Volpe, con la Fata Turchina che corre in suo aiuto, salvandolo. Collodi era un ragazzino, ma la quercia era già là, maestosa come adesso e già conosciuta come Quercia delle Streghe (l'altro nome arrivato fino ai giorni nostri), per la forma dei suoi rami. La leggenda narra che la pianta fosse il punto di ritrovo per le streghe, che erano solite fare i loro riti e danzare sopra di essa, schiacciandone i rami. Ieri la quercia è stata riconosciuta monumento e bene paesaggistico: a gennaio, Comune di Capannori e Wwf avevano chiesto che la pianta venisse inserita nell'elenco degli alberi monumentali. «Inserire la famosa Quercia di San Martino nell'elenco regionale degli Alberi Monumentali è un riconoscimento importante per Capannori commenta il sindaco Giorgio Del Ghingaro -. Questa decisione della Regione, infatti, valorizza l'alto contenuto storico e culturale che contraddistingue Capannori e le sue bellezze paesaggistiche. Il nostro territorio, inoltre, ospita oltre cento dimore storiche, alcune delle quali di grande pregio. Negli anni, grazie a una strategia di marketing territoriale condivisa fra amministrazione comunale e associazioni, Capannori è divenuto una meta molto apprezzata da turisti italiani e stranieri. La promozione dello straordinario patrimonio paesaggistico e storico del territorio è una nostra priorità e continuerà ad esserlo, perché il turismo rappresenta una risorsa, economica e sociale, significativa per Capannori e l'intero comprensorio». (a.b.)