L'offerta tecnica della società non risponde alle richieste del capitolato Dopo anni di dibattito salta il recupero del mercato storico del centro La concessione avrebbe dovuto rendere 200mila euro l'anno E' di 3.365 metri quadri la superficie utile netta del complesso del Carmine di proprietà del Comune. Lo storico mercato è così articolato: a piano terra c'è una chiesa sconsacrata da 850 metri quadri, all'interno della quale era previsto anche un soppalco; l'ex convento ha una superficie di 1.590 metri quadri ai quali si aggiungono anche i 925 metri quadri dei portici e della piazza. A piano terra sarebbero stati previsti, negozi, ristoranti, botteghe artigiane e un mercato coperto; al piano interrato magazzini e celle frigorifere e al piano primo, invece, un hotel du charme con altri negozi. In base alla selezione bandita dal Comune, per ottenere una concessione pluriennale (fino a un massimo di 40 anni) il soggetto interessato avrebbe, fra l'altro, dovuto pagare un canone annuo di almeno 200mila euro e avrebbe dovuto tutelare i commercianti esistenti nel vecchio mercato. di LUCCA Tutto da rifare per il Carmine. Il Comune decide di non affidare a Polis, la società pubblica a vocazione immobiliare, il recupero e la gestione del mercato del centro storico. La proposta - l'unica rimasta in piedi delle due manifestazioni di interesse pervenute a palazzo Orsetti - non rispetterebbe i requisiti imposti dal capitolato. In particolare non garantirebbe né la messa a norma degli edifici dal punto di vista anti-sismico, né il rifacimento del tetto del complesso. L'avviso dell'esito infruttuoso della gara appare di ieri mattina sul sito del Comune. Le parole sono poche, il significato, invece, ipoteca anni di dibattito politico: «La procedura di aggiudicazione è stata dichiarata infruttuosa perché non è stata ammessa l'offerta tecnica del concorrente». In parole povere, se da un punto di vista economico la proposta di Polis poteva (forse) reggere, dal punto di vista tecnico non è compatibile con le esigenze del Comune il mancato adeguamento sismico dei fabbricati e il mancato rifacimento della copertura. Così ha stabilito la commissione di gara, a un anno esatto dall'indizione della selezione pubblica per individuare il concessionario del mercato storico. Quello che avrebbe dovuto traghettare il Carmine fuori dallo stato attuale di decadimento, con una decina sola di operatori ancora attivi. Da novembre 2010 - quando Polis presentò il master plan con la proposta di recupero del Carmine - a oggi la situazione si è ribaltata. Come non era immaginabile, all'inizio del 2010, al momento del pellegrinaggio di parte del consiglio comunale a Torino, all'ex stabilimento della Carpano, sede della nuova mecca del gusto: Eataly, il complesso al quale Polis ispirava il proprio progetto di riqualificazione del mercato storico. Compresa la chiesa sconsacrata che avrebbe dovuto diventare un negozio di abbigliamento di "media distribuzione", circa 900 metri quadrati di vestiti, accessori e magari scarpe sotto il marchio di una catena. La parabola. La parabola del Carmine, dunque, si consuma in circa 3 anni: prima l'interesse di Polis, sempre più lontana dalla gestione dei parcheggi a pagamento e sempre più dedicata agli investimenti immobiliari, soprattutto per il recupero del patrimonio pubblico; poi, la presentazione del master plan a novembre 2010; quindi, l'approvazione in giunta, a dicembre dello stesso anno; quindi a marzo dell'anno scorso lancio della procedura pubblica per la presentazione delle manifestazioni di interesse. Le proposte. A maggio 2011, si fanno avanti due soggetti: una cordata di imprese del nord e del sud e Polis. L'unica a presentare un'offerta concreta, però, è la società interamente partecipata da capitale pubblico. L'idea di base è di recuperare le botteghe al piano terra del complesso, consentendo anche l'apertura di ristoranti che valorizzassero la cucina e i prodotti locali; nella piazza centrale avrebbe dovuto essere ricreato il mercato con i banchi, mentre al piano primo doveva essere realizzato un hotel du charme, con una ventina di camere, oltre ad altri negozi. Infine, anche la chiesa, con un soppalco - per portare ad almeno 1000 metri quadri la superficie calpestabile - avrebbe dovuto ospitare una struttura commerciale. Invece, si riparte da capo. Ormai con la prossima amministrazione, visto che l'attuale mandato si chiude con un nulla di fatto.
LUCCA - Carmine, tutto da rifare Niente appalto a Polis
Il Comune di Lucca ha deciso di non affidare a Polis, la società pubblica a vocazione immobiliare, il recupero e la gestione del mercato del centro storico. La procedura di aggiudicazione è stata dichiarata infruttuosa perché non è stata ammessa l'offerta tecnica di Polis, che non rispettava i requisiti imposti dal capitolato. La commissione di gara ha stabilito che la proposta di Polis non era compatibile con le esigenze del Comune, a causa del mancato adeguamento sismico dei fabbricati e del mancato rifacimento della copertura. Il mercato storico del Carmine è stato in decadimento da anni e la procedura di aggiudicazione era stata indetta per individuare il concessionario.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo