LIVORNO «Le probabili amputazioni di cui parla l'assessore Tredici sono impossibili». Una risposta secca che non lascia grosso spazio a interpretazioni quella di Lamberto Giannini, presidente della commissione cultura e consigliere Sel, riguardo ai possibili tagli alla cultura con il prossimo bilancio. «A settembre - spiega Giannini - abbiamo approvato un accordo di maggioranza che affermava che piuttosto che tagliare i fondi alla cultura avremmo fatto leva sull'Irpef. Adesso l'assessore richiama l'attenzione dei consiglieri in vista di un bilancio difficile, ma per quanto riguarda la cultura la scelta politica è già stata fatta a settembre e ora non si può tornare indietro». Secondo Giannini, andare a ridimensionare un settore già ridotto all'osso comporterebbe grosse perdite per la città, a partire da strutture rappresentative di Livorno, come il teatro Mascagni, passando anche da manifestazioni ormai storiche come Effetto Venezia. Esempi di realtà culturali consolidate che per continuare ad esistere hanno bisogno di non veder diminuire i finanziamenti. «In momenti di crisi le città hanno bisogno di cultura per risalire la china. Anche economicamente. Non è vero che di cultura non si mangia, è stato dimostrato più volte come un euro investito nel settore ne renda almeno sei. Togliere ancora soldi vuol dire riuscire a immaginarsi una città più povera da tutti i punti di vista. Per non parlare del sociale. Come è possibile anche solo pensare di tagliare i fondi alle famiglie con disabili?». Secondo Giannini, nel caso in cui dovessero essere approvati questo tipo di tagli a cambiare non sarebbero solo gli scenari culturali e sociali della città, ma anche quelli politici. «Accettare dei tagli alla cultura e al sociale significherebbe non mantenere gli accordi. Quella è una scelta politica che abbiamo già fatto a settembre e dobbiamo seguirla. Se abbiamo bisogno di soldi potremmo decidere di risparmiare sul piano strutturale che costerà circa il doppio di quello di Bologna. Non rinunciare ad avere una città più bella, più attiva e più ricca sotto molti aspetti non irrelevanti. Ridurre all'osso il settore cultura, già fortemente ridimensionato vorrebbe dire anche venire meno alle decisioni giá prese e l'assessore, come il resto della maggioranza, deve tenerne conto», afferma il consigliere Sel. Il bilancio sarà approvato tra pochi giorni ma il voto di Giannini, in caso di tagli alla cultura, è chiaro.
LIVORNO - Niente tagli alla cultura o non voto il bilancio
L'assessore Lamberto Giannini, presidente della commissione cultura, ha affermato che le probabili amputazioni della cultura con il prossimo bilancio sono impossibili. Secondo Giannini, la scelta politica è già stata fatta a settembre e non si può tornare indietro. Ha sottolineato che tagliare i fondi alla cultura comporterebbe grosse perdite per la città, a partire da strutture rappresentative di Livorno e manifestazioni storiche come Effetto Venezia. Ha anche sottolineato che la cultura è importante per la città, sia economicamente che socialmente, e che tagliare i fondi alle famiglie con disabili sarebbe inaccettabile.
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