Spazi a 7 aziende e 3 spin off: arte, traffico, emozioni declinate 2.0 Sette aziende leader dellinnovazione tecnologica che prendono casa al primo piano di un vecchio carcere. Laboratori multimediali e spazi espositivi coperti da wi-fi, a disposizione di operatori e addetti. Al piano terra un centro servizi in grado di fare da "hub" informativo per la rete di imprese e per visitatori e clienti. Una sala da 250 metri quadrati per le videoconferenze internazionali, con un monitor fornito dal gigante Cisco, per "connettere" le riunioni e organizzare meeting virtuali. In quello che un tempo fu luogo di privazione, Palazzo Vecchio scatena traiettorie di libertà, di innovazione. Con lambizione di creare sviluppo. E la favola tecnologica delle Murate. La "svolta 2.0" della vecchia prigione della città, che già da anni ospita case popolari e dal prossimo 15 marzo debutta nellinusitata veste di «distretto urbano dellinnovazione». Se volete sognare: una mini Silicon Valley nel cuore di Firenze. Niente illusioni: qui non si studiano le nanotecnologie e non si lavora i semiconduttori. Semplicemente, tra una settimana si inaugura il primo piano dellala sinistra del vecchio carcere. Sono 1.500 metri quadrati messi a nuovo ai tempi del grande lavoro di riqualificazione del penitenziario, che già ospita alloggi popolari, il caffè letterario, la sede della Fondazione Kennedy e spazi per eventi. Palazzo Vecchio ora ha deciso di scommettere su un polo delle nuove tecnologie: 30 aziende attive nel settore dellinformation technology, del software e della ricerca applicata ai beni culturali hanno partecipato al bando. Ne sono state selezionate sette (altre tre nei prossimi mesi), tra cui tre spin off dellUniversità: dal 15 avranno le chiavi dei locali delle Murate in una cerimonia a cui parteciperanno Renzi, il vice Nardella e lassessore regionale Scaletti. Non un regalo: pagheranno un affitto. «Un contributo per il network di servizi che il Comune offre», spiega Simone Tani, coordinatore del progetto. In più potranno disporre di un fondo comunale da 270 mila euro per lattività, che sarà assegnato più avanti. Chi sono le aziende? La torinese "Mizar" progetta sistemi di infomobilità: ha realizzato la centrale del traffico di Budapest e sta completando quella di Firenze. "Libero logico" e "Meta" condivideranno lo stesso locale: si occupano di digitalizzazione dei beni culturali. "Centrica" elabora immagini ad altissima definizione, riproduce quadri e affreschi. Tre le spin off: quella di Nicola Torpei progetta tavoli interattivi, Dia.com si occupa di archeologia "2.0" mentre la neo azienda dellarchitetto Ruffini progetta immaginifici sistemi di mappatura delle emozioni. Alle Murate troverà sede anche il Micc di Alberto Del Bimbo, il polo dinnovazione città sostenibile, la scuola superiore di tecnologia industriale che gestisce lincubatore di Brozzi e la fondazione sistema Toscana.