«Bisogna salvare Venezia». È l'appello di Italia Nostra al ministro ai Beni culturali. Ieri la presidente, Alessandra Mottola Molfino, ha consegnato a Lorenzo Ornaghi il dossier «Sos Venezia». Grandi navi, scavo del nuovo canale per le crociere, turismo (per cui l'associazione propone l'istituzione del numero chiuso per fermare la pressione degli ospiti), «svendita» di monumenti: per Italia Nostra ci vuole un freno per il bene della città. «La nostra maggiore preoccupazione oggi è lo scavo del canale Contorta- Sant'Angelospiega Mottola Molfino ho chiesto al ministro un suo interessamento, qualsiasi cambiamento si metta in atto in laguna influisce su Venezia e il responsabile dei Beni culturali deve partecipare al dibattito ». Delle trasformazioni di Fontego dei Tedeschi e Ca' Corner della Regina ieri la presidente e Ornaghi non hanno discusso («il ministro ne è già a conoscenza grazie alle sue Soprintendenze», dice) ma Mottola Molfino, dopo l'esposto sul Fontego per cui è stato aperto un fascicolo in procura, annuncia un'azione legale anche su Ca' Corner. «A breve presenteremo ricorso al Tar contro la sua cessione dice siamo contrari alle privatizzazioni di beni pubblici». Sia chiaro però, l'associazione non vuole essere associata al partito del no su tutto: «Non è cosìdice la presidente proponiamo di investire nel polo tecnologico del Vega, nell'università e in tutte quelle attività che non turbano la laguna». È chiaro però che ormai è un fronte aperto con il sindaco con cui Italia Nostra si è già più volte scontrata trovando la pronta risposta di Giorgio Orsoni. L'argomento principale dell'incontro di ieri è stato quello del passaggio delle grandi navi in laguna dopo la presentazione del decreto anti-inchini dei ministri Clini (Ambiente) e Passera (Infrastrutture). Per l'associazione le crociere sopra le 40 mila tonnellate di stazza vanno allontanate subito da San Marco, mentre il provvedimento del governo lo prevede solo dopo la realizzazione del nuovo canale. «Non si può scavare senza pensare che non ci siano effetti su tutta la città, il ministro ha promesso di interessarsi», dice Mottola Molfino che ha suggerito ad Ornaghi la realizzazione di una serie di studi sulla salvaguardare della laguna. Secondo le analisi dell'Unesco infatti per la fine del secolo il mare si sarà alzato di 50 centimetri, l'associazione teme che Venezia sia sommersa per questo insiste sull'estromissioni delle navi: l'unica soluzione compatibile viene vista la realizzazione del porto off shore. «Approfondirò le questioni e sentirò i miei uffici tecnici», ha promesso il responsabile dei Beni culturali nel ringraziare Italia Nostra dell'impegno per la tutela del patrimonio culturale. Intanto il voto sul Fontego in Consiglio sembra essere stato rinviato. Il gruppo Pd si è infatti confrontato con l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli sul futuro del palazzo acquistato da Benetton: dall'incontro è emerso chiaramente che il consiglio comunale non voterà fino all'arrivo dei pareri paesaggistico e monumentale, la cui istruttoria è ora nelle mani della Direzione regionale per i beni culturali. All'appuntamento, a cui hanno partecipato anche gli eletti del Pd in Municipalità, è stato quindi sottolineato il lavoro del Comune contro il rischio dell'apertura di un nuovo hotel. Gloria Bertasi