Incontro ieri a Cà Farsetti tra giunta e consiglieri comunali e di municipalità del Pd sul Fontego dei Tedeschi. Non per esprimersi sul progetto dell'architetto Rem Koolhaas e le sua varianti, ancora al vaglio della Soprintendenza, ma solo per approfondire gli aspetti tecnici connessi all'eliminazione del vincolo pubblico e i contenuti della futura delibera. A confrontarsi, il vicesindaco Sandro Simionato e gli assessori Micelli, Maggioni e Rey, con circa la metà dei gruppi Pd: «Poco più di una ricognizione e un'analisi complessiva dello stato dell'arte. Cui faranno seguito gli approfondimenti veri e propri, dopo che la Soprintendenza avrà detto la sua in relazione al progetto. Tanto che ad oggi, la delibera ancora non c'è - spiega il capogruppo Claudio Borghello - Solo allora il dibattito si farà politico. Ma per il momento, ci siamo limitati a fare il punto su una diatriba a tratti sgradevole, sviluppatasi negli ultimi mesi nonostante il palazzo fosse stato venduto dalle Poste a Benetton da più di due anni». Per Borghello, «in questa trattativa privata, dove i margini di manovra del Comune erano alquanto ristretti, abbiamo fatto egregiamente la nostra parte. Chiudendo la parte economica a 6 milioni di euro, evitando la trasformazione del Fontego in albergo, e soprattutto concordando con i nuovi proprietari il ritorno alla funzione commerciale per il quale l'edificio era nato. Oltre a una sua completa fruizione dal pianterreno alla terrazza o belvedere che sia, con parti ad uso pubblico».