L'affondo non è stato di poco conto. Italia Nostra ha giocato d'anticipo e non è andata tanto per il sottile. Ed è stato un appello bell'e buono: il ministero dei Beni Culturali deve "partecipare" (in qualche forma) alle iniziative relative allo studio di fattibilità per il nuovo canale "alternativo" per l'ingresso delle navi crociere in laguna. E stata questa la richiesta che la presidente nazionale dell'associazione Alessandra Mottola Molfino ha presentato ieri a Roma in un incontro al ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Ma c'è anche di più: Italia Nostra avrebbe sollecitato il ministro non solo a partecipare alle riunioni propedeutiche al progetto, ma anche invitato ad esprimere una netta contrarietà nella prospettiva di un ulteriore danno all'ecosistema lagunare. Insomma, l'associazione ambientalista che ha già polemizzato con il sindaco Giorgio Orsoni (come riferiamo qui accanto), pare perorare anche una classica «entrata a gamba tesa» di Ornaghi sui temi veneziani. Indispensabile, quindi, per Italia Nostra, che non solo il responsabile per i Beni culturali entri a far parte della task force "interministeriale" con i colleghi Corrado Clini e Corrado Passera, ma che in sede di avvio del progetto faccia pesare il proprio ruolo, anche se non in linea con gli altri due ministri. Insomma, si vedrà. Per il momento, Ornaghi ha solo ed esclusivamente preso atto della situazione. Ma oltre al caso della "via alternativa" in laguna, Italia Nostra ha sottoposto al ministro un vero e proprio dossier su Venezia nel quale si fa il punto della situazione su altre questioni ritenute aperte come l'eliminazione delle grandi piattaforme in cemento poste in mezzo alla laguna (leggi le costruzioni del Mo-se); l'estromissione delle grandi navi dalla laguna e dal Bacino di San Marco con il no duro ad ogni ipotesi di sventramento per un nuovo canale; la tutela dei palazzi storici come Ca' Corner della Regina e la vicenda del Fontego dei Tedeschi con tutta la sequenza amministrativa legata ai cambi di destinazione d'uso, fino alla richiesta di istituire un "numero chiuso" per l'ingresso dei turisti a Venezia. Una progetto proposto in modo "autonomo" che, in qualche modo si rifà anche ad un recente emendamento approvato durante la discussione del Pat che tiene conto della necessità di «definire una soglia massima - si dice nell'atto della giunta Orsoni recentemente approvato - di sostenibilità giornaliera turistica». Così, anche tenuto conto di questo assunto da parte di Ca' Farsetti, Italia Nostra ha ripresentato parallelamente al ministro Ornaghi la propria richiesta di "limitazione" dell'afflusso turistico in città. «Come Italia Nostra - si dice nel dossier presentato al Ministero - riteniamo che debba essere instaurato un numero chiuso per i visitatori della città, al fine di limitare lo sfruttamento turistico che altera profondamente il tessuto sociale di Venezia, privandola del suo futuro».
VENEZIA - Italia Nostra al ministro Numero chiuso per i turisti
L'associazione ambientalista Italia Nostra ha presentato una richiesta al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi di partecipare alle iniziative relative allo studio di fattibilità per il nuovo canale "alternativo" per l'ingresso delle navi crociere in laguna. Italia Nostra ha anche chiesto al ministro di esprimere una netta contrarietà al progetto, che potrebbe causare ulteriore danno all'ecosistema lagunare. Inoltre, l'associazione ha presentato un dossier al ministro Ornaghi con richieste relative a diverse questioni aperte a Venezia, tra cui l'eliminazione delle grandi piattaforme in cemento, l'estromissione delle grandi navi dalla laguna e la tutela dei palazzi storici.
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