Ma la parte venuta giù appartiene alla Curia Palazzolo. Allarme crolli nel complesso monumentale di Santa Lucia di Mendola Santa Lucia di Vendola, la contrada contesa fra Noto e Palazzolo. Riapre il problema una interrogazione all'Ars del deputato regionale Enzo Vinciullo. E mentre il monumento crolla la politica la butta in polemica. «Nessuna delle istituzioni s'è mai prodigata in tal senso» asserisce Vinciullo lodando invece i tentativi della locale associazione di mantenere l'esistente. Anche il parroco, don Ottavio Ruta, durante l'ultima dichiarazione sul sito, si era appellato perché non ci si dimenticasse del sacro perimetro, fra i primi della cristianità. Il Comune di Noto, in accordo con la Curia, proprietaria del settore crollato, ha avviato un progetto di riqualificazione complessiva dell'area. Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, assicura che c'è una collaborazione avviata con il direttore del Parco archeologico, Lorenzo Guzzardi, per la rifruizione del sito archeologico. La parte interessata al crollo è invece nella zona di proprietà della Curia. Collaborazione assicura anche l'assessore al Turismo del Comune di Palazzolo, Paolo Sandalo, ma per quel poco di competenza che il suo Comune può avere. «Si tratta - ricorda l'avvocato Sandalo - di una contrada che un tempo era contesa tra Noto e Palazzolo in quanto abitata in gran parte da palazzolesi. Da qualche tempo abbiamo peraltro avviato una collaborazione con il Comune di Noto che comincia a dare i suoi frutti. Questa parte del sito di Santa Lucia di Mendola, oltre tutto, appartiene alla Curia». Il complesso chiesastico è costituito da una basilica ipogeica, una basilica rupestre absidata, una grotticella affrescata, un'abbazia normanna, un antico romitorio e l'attuale basilica. Vinciullo denuncia il grave stato di abbandono del complesso monumentale. E ricorda le origini del culto di Santa Lucia, nobile vedova romana e di San Geminiano, «due Santi del ciclo agiografico romano che trovarono la morte e il martirio in questo luogo. «Nonostante i continui appelli e le ripetute segnalazioni da parte della locale associazione "Santa Lucia di Mendola", - afferma Vinciullo - nessuna istituzione è ancora intervenuta per mettere in sicurezza l'intero complesso monumentale che ha già subito crolli. E ulteriori crolli potrebbero danneggiare l'intero complesso monumentale in maniera permanente e cancellare una testimonianza di grande rilevanza storica, archeologica e religiosa, non si ha notizia, ad oggi, di fondi richiesti e di progetti allestiti di messa in sicurezza da parte delle autorità competenti». Ricorda ancora Vinciullo: «Il culto di Santa Lucia di Mendola, vedova romana, in questo luogo si celebra, ininterrottamente, da quasi 1600 anni. E questo sito, per la sua importanza storica, archeologica e religiosa, è stato oggetto di approfonditi studi di illustri e autorevoli archeologi quali Paolo Orsi, Giuseppe Agnello, Aldo Messina e Salvatore Giglio e interessato da tre campagne di scavo negli anni 1948, 1951 e 1997 condotte da Santi Luigi Agnello le prime due e da Marc Griesheimer l'ultima. Una sezione del museo Bellomo di Siracusa espone alcuni resti architettonici recuperati dalla basilica normanna».