Il museo archeologico ed i siti di Caposoprano e dell'Acropoli ( si visitano acquistando un unico biglietto) hanno avuto un calo di visitatori nel 2011 rispetto al 2010 ma in provincia restano i luoghi più visitati e quelli che fanno confluire più denaro alle casse regionali ( pur se si tratta di incassi modesti) dalla vendita di biglietti. Eppure nella distribuzione del personale museo e siti archeologici rispetto al Nord della provincia sono più penalizzati. Ecco dati significativi. Nel 2010 il museo di Gela ed i siti hanno incassato 5.976 euro con 12.489 visitatori di cui 3.059 paganti. Nel 2011 l'incasso è stato di 4.942 euro con 10.927 visitatori. Mentre il numero dei non paganti è rimasto pressochè stabile ( 9.430 nel 2010a fronte di 9156 nel 2011) sono venuto meno nel 2011 circa 1500 paganti. I biglietti venduti sono stati, infatti, 1711. Seconda a Gela solo la miniera Trabia Tallarita inaugurata nel novembre del 2010 e che nel 2011 ha segnato 3.555 euro di incassi. Da non considerare il sito archeologico di Sabucina che da gennaio a luglio 2010 quando è stato chiuso ha avuto venti visitatori paganti e 27 euro di introiti. In crescita ( ma per i non paganti) il museo archeologico di Caltanissetta: 1935 visitatori ( di cui solo 685 paganti) per un incasso di 1354 euro. Nel 2011 i paganti sono stati 598,i non paganti sono triplicati diventando 3067, per un totale di 1422 euro incassati. Marianopoli fanalino di coda : il museo ha prodotto 201 euro di introiti con 457 visitatori ( 124 i paganti) nel 2010 e 147 euro con 989 visitatori dei quali solo 109 hanno pagato. In provincia siti e musei nel complesso viaggiano intorno ai 15 mila visitatori con incassiche vanno dagli 8.000 euro del 2010 ai 10.000 del 2011. Somme che non bastano neanche a far pulire bene ogni anno un paio di siti archeologici. È Gela che tiene alti i numeri della provincia con meno personale in servizio ed un minor costo per le casse regionali: ad esempio a Marianopoli dove vanno 400 visitatori l'anno i custodi sono 14, a Caltanissetta risultano 21 unità, a Gela 18. Il dato del museo e dei siti archeologici gelesi pur se in testa alla Provincia non può essere considerato vincente. Nel 2011 il numero dei paganti si è dimezzato perchè meno sono state le iniziative di attrazione che si sono realizzate. " Non ci sono soldi - dice il direttore del parco archeologico di Gela, arch. Salvatore Gueli - ed io mi sono stancato a dover sempre chiedere aiuto ad amici e conoscenti per fare questo o quell'altro a titolo gratuito". Il grave problema del momento è rappresentato però dallo stato di degrado dei siti archeologici. " Soldi per la pulizia dei siti archeologici non ne arrivano e non ne arriveranno - sostiene l'arch. Gueli - ho un dipendente che riesce a togliere le erbacce ai bagni greci, un pò all'Acropoli ma non può certo ripulire siti grandi come Caposoprano o Bosco Littorio. Un tempo a Caposoprano operava la Forestale ora non c'è più neanche questo presidio". Gela dunque pur avendo le potenzialità per attrarre turisti nel suo museo e nei suoi siti è destinata a vederli seppellire dalle erbacce. In questo mese sono attese visite di due scolaresche, una francese, l'altra turca. Al massimo potranno visitare il museo. Portarle nei siti archeologici è un pugno in faccia all'immagine della città. La Regione non ha soldi. Li spende tutti per gli stipendi del personale. I siti nisseni non fanno gola ai privati che non presentano offerte per investire. Che resta da fare? Festeggiare i 2700 anni dalla fondazione di Gela con la consapevolezza che le ortiche prima o poi avranno il sopravvento sui monumenti e che questa città non ha mai voluto bene ai suoi gioielli archeologici perchè mai si è creato un progetto integrato tra pubblico e privato per poterli offrire al pubblico, per creare attorno ricchezza e lavoro. Essere quindi primi in provincia può far piacere e tutto finisce lì. M.C.G. 07032012
SICILIA Mancano i soldi anche per pulire - Lo sfogo del direttore del parco archeologico, Gueli.
Il museo archeologico e i siti di Caposoprano e dell'Acropoli hanno registrato un calo di visitatori nel 2011 rispetto al 2010. In provincia, i luoghi più visitati e quelli che fanno confluire più denaro alle casse regionali sono i musei e i siti archeologici di Gela. Tuttavia, il numero di personale in servizio è più basso rispetto al Nord della provincia. I dati mostrano che il museo di Gela ha incassato 5.976 euro nel 2010 con 12.489 visitatori, mentre nel 2011 è stato di 4.942 euro con 10.927 visitatori. Il numero di paganti è diminuito del 50% nel 2011. I biglietti venduti sono stati 1711.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo