Venezia come l'Arlecchino servitore di due padroni, che grida correndo da una parte all'altra: comandi! me diga sior. Così tra casse comunali a secco dopo che la Legge speciale ha chiuso i rubinetti e il Casinò che non rende più gli utili di un tempo, la città è divisa tra millenarie tradizioni, vocazione turistica, arie di presidio culturale e tentazione di vendersi un pezzo alla volta al miglior offerente. Un atteggiamento schizofrenico: come si fa a riempirsi di turisti con le tasche piene senza svuotarsi dei propri abitanti? Equilibri difficili come ponti tibetani sospesi nel vuoto. Come il ruolo complicato del primo cittadino della città Giorgio Orsoni, 66 anni, docente universitario a Ca' Foscari e grande avvocato amministrativista in uno degli studi più importanti del Nord-est, difensore dei privati, ma anche della cosa pubblica. Il sindaco Orsoni ha ereditato lo studio di Feliciano Benvenuti, una roccaforte dove oltre a difendere gli interessi delle amministrazioni pubbliche si rivolgono a lui anche gli imprenditori e le famiglie più importanti della zona, Benetton, Coin per dirne alcuni. Insomma il sindaco si destreggia tra ricorsi pubblici e ricorsi di privati contro i comuni come quello che lui amministra. Un discreto conflitto di interessi, che esplode quando i clienti diventano acquirenti di pezzi della cosa pubblica: come quando i Benetton acquistano il Fontego dei Tedeschi dalle Poste italiane, un magnifico palazzone alla base del Ponte di Rialto, e cominciano a trattare con il Comune per la grande "terrazza a vasca" a cielo aperto sul panorama più bello del mondo, vasca da realizzare tagliando il tetto, o la scala mobile levatoia che si alza per liberare il chiostro in caso di eventi, o i 6.800 metri di negozi; tutto secondo il volere dell'archistar più cool del momento, Rem Koolhaas, giornalista e designer olandese. Benetton che versano, a parte rispetto ai 53 milioni per l'acquisto, 6 milioni alle magre casse comunali come sovratassa per il valore che l'immobile acquista con il cambio di destinazione d'uso. Soldi con i quali il Comune ha sistemato il bilancio 2011; non a caso nella convenzione Comune-Edizione Property (Benetton) la somma viene classificata "a titolo di beneficio pubblico". Niente male per un sindaco che ha affrontato la sua campagna elettorale con lo slogan: "Ogni giorno per Venezia" mentre secondo gli impiegati del Comune sta molto in studio e pochissimo a Ca' Farsetti e che ha vinto le elezioni contro Renato Brunetta facendo leva sul fatto che quello era ministro, e quindi avrebbe avuto un doppio incarico difficile da gestire. Orsoni però di incarichi ne ha ben 19. Diciannove cariche tra le più varie ma tutte di una certa rilevanza: si va dal Rotary (cosa che ha fatto storcere il naso a molta sinistra che lo ha votato tappandosi il naso) alla presidenza della Compagnia della vela, al "pesante" ruolo di Primo procuratore di San Marco. Un ruolo di potere sopravvissuto alla caduta della Serenissima che risale al nono secolo, quando il Doge in persona e in seguito il Maggior Consiglio sceglieva il procuratore per curare i beni della fabbrica e l'amministrazione dei territori della basilica di San Marco. Oggi il Primo procuratore si occupa della gestione e dell'amministrazione del patrimonio e della basilica di San Marco per conto del Patriarcato di Venezia, organismo con cui Orsoni ha un solido legame, rafforzato anche dall'amicizia personale con Angelo Scola ora Arcivescovo di Milano. "È un posto delicato che richiede impegno e tempo perché interessa il simbolo più conosciuto della città" sbotta un consigliere. Ma non è finita: l'avvocato dei vip veneti è presente anche nel cda di nove società di capitali, dove lo slalom per tenere lontani gli intrecci pubblici si fa davvero impegnativo. Il multiforme Orsoni, che in passato è stato anche nel cda della Biennale, presidente della Save (società dell'aeroporto di Venezia) presidente dell'Ordine degli avvocati e presidente dell'Unione triveneta consigli dell'Ordine, attualmente è componente del Consiglio nazionale forense, vicepresidente della Fondazione Cini, robusto motore culturale della città, presidente della Finanziaria Coin spa e consigliere della Fondazione lirica di Venezia. Suggeriamo al sindaco di procurarsi delle controfigure.
CA' FARSETTI - Orsoni, il sindaco-avvocato, servitore di troppi padroni
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, è un uomo di grande varietà e complessità. Ha 19 cariche diverse, tra cui quella di Primo procuratore di San Marco, ruolo che richiede impegno e tempo. Orsoni è anche avvocato e ha un solido legame con il Patriarcato di Venezia. Ha partecipato a diverse società di capitali e ha un ruolo importante nella cultura veneziana. Tuttavia, la sua posizione è anche soggetta a critiche per il conflitto di interessi, in particolare quando i suoi clienti diventano acquirenti di pezzi della cosa pubblica.
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