«Ma quali danni ai comitati! Qui dovrebbe essere il Comune a chiedere i danni alle compagnie di navigazione per i danni che hanno fatto e stanno facendo alla città». Il consigliere comunale dell'Udc, Ennio Fortuna, sveste l'abito politico e ritorna per un momento sotto la toga con cui fino a pochi mesi fa ricopriva la carica di procuratore generale presso la Corte d'Appello. «Trovo che l'intervista sul Gazzettino di Sandro Trevisanato - esordisce - che stimo molto come professionista e come persona, contenga delle cose fuori luogo. La protesta e la manifestazione del dissenso è un diritto costituzionalmente protetto che, secondo me, non può cagionare un danno ingiusto a chicchessia. In più vorrei dire che il decreto Clini-Passera è da una parte apprezzabile, ma dall'altra criticabilissimo. Da una parte riconosce che le grandi navi fanno danni, perché altrimenti non avrebbe previsto un divieto, dall'altra rinvia il divieto a data da destinarsi. E logicamente insostenibile». Per Fortuna, il Governo non è l'unico a non aver mantenuto la parola. «La stessa ambiguità c'è stata in Consiglio comunale, dove io avevo presentato una mozione chiedendo un decreto legge contro le grandi navi, dando alle compagnie un tempo ben determinato per affrontare il cambiamento. Il Consiglio, invece, ha adottato un provvedimento ambiguo dicendo "intanto continuiamo a lasciarle in attività". Contrariamente a quando afferma il ministro, in Italia c'è bisogno di un termine perentorio nelle norme, altrimenti non si fa nulla». Infine, Fortuna suggerisce un ribaltamento di fronte. «Qui fa danni non è il comitato, ma a quanto pare le grandi navi, che muovono masse d'acqua enormi il cui effetto sulle rive e la città è incalcolabile, e poi ci sono i rumori e l'inquinamento. E il Comune che dovrebbe fare causa alle compagnie delle crociere, non loro a chi protesta. Se poi il Comune rimanesse inerte - conclude - potrebbero addirittura essere gli stessi cittadini elettori a farlo».