Catania.Nel 2011 il museo archeologico regionale "Paolo Orsi" di Siracusa ha incassato 110.992 euro, grazie ai 15.463 visitatori paganti. Ma, soltanto per la sua pulizia, la Regione l'anno scorso ha speso 644.172,54 euro. Più 165.624,80 per il canone d'affitto e 112mila euro circa di uscite di altra natura. I conti, nei beni culturali siciliani, non tornano. Al di là di questi numeri sui "costi vivi" di gestione, la fotografia diventa ancor più impietosa se si considera l'abnorme peso del personale (nel 2009 ben 196 milioni per tutto il personale del Dipartimento, 33 milioni nel 2010 per i dipendenti della "Beni Culturali Spa") rispetto alla spesa corrente extra-stipendi (85,2 milioni rendicontati nel 2010). L'introito dei biglietti nei siti culturali siciliani? L'anno scorso è stato di 14 milioni. Gli incassi in biglietteria Partiamo proprio da qui. L'assessore Sebastiano Missineo ha ufficializzato a febbraio l'incremento di visitatori e di incassi nel 2011 nei 64 beni culturali (musei, parchi archeologici, castelli e gallerie) gestiti dalla Regione: 14,4 milioni di euro (12,06 rispetto al 2010) per 2.099.859 paganti (9,66), al fronte di 1.722.126 ingressi gratuiti. L'altro dato positivo è che s'è interrotto un trend negativo, che dal 2006 al 2010 aveva visto "bruciare" 1,2 milioni di presenze e oltre 3 milioni di incassi. Nell'elelenco, però, si scopre una Sicilia a due velocità: dal Teatro Antico di Taormina (3,3 milioni di euro con 433mila paganti) all'area archeologica di S. Venera al Pozzo di Acicatena (316 euro per 208 biglietti staccati). In mezzo c'è di tutto, soprattutto decine di "tesori" che producono poche migliaia di euro. Dal dato deludente del Museo del Satiro di Mazara (che frutta appena 81mila euro), a quello in chiaroscuro del Museo archeologico di Aidone, che ospita la Dea di Morgantina: nel 2011 un 500 di presenze rispetto a quando non c'era la statua restituita dal "Getty", ma l'incasso annuo (115mila euro) resta basso. La «voragine» stipendi Il "tesoretto" di quasi 2 milioni di euro di maggiori introiti nel 2011 è irrisorio rispetto agli stipendi: ammonta a 196 milioni il costo del personale dipendente dal Dipartimento Beni culturali rendicontato nel 2009; dal 2010 in poi, la cifra viene computata nel totale del Dipartimento Funzione pubblica. È chiaro che si tratta di costi dell'intera macchina regionale e non solo dei 64 siti. Un dato più scremato, diffuso nel 2010: 67 milioni di euro l'anno per 1.770 custodi. E spulciando i conti di "Beni Culturali Spa", società di cui unica azionista è la Regione (che usufruisce di servizi di custodia, manutenzione, pulizia, promozione e comunicazione) c'è un riscontro ancor più attuale: nel bilancio consuntivo 2010 alla voce "personale" per 1.069 unità (un dirigente, 200 funzionari direttivi, 290 istruttori direttivi, 578 collaboratori amministrativi) corrispondono 33,5 milioni di costi sui 35,4 complessivi. Il fatto che i ricavi siano di 37,1 milioni è virtuale, visto che l'unico "cliente" che paga è mamma Regione. Le spese di gestione E se il costo dei dipendenti è l'"azionista di maggioranza" della gestione dei beni culturali in Sicilia, un'altra voce è la gestione ordinaria delle strutture. Un dossier che da ieri lo staff di Francesca Pancucci, dirigente dell'Unità operativa di base "Funzionamento della struttura di massima dimensione e delle strutture intermedie centrali e periferiche", sta raccogliendo con certosina attenzione da tutte le strutture centrali e periferiche del Dipartimento regionale dei Beni culturali. Già detto del "Paolo Orsi" di Siracusa, ecco altri dati emblematici. Il parco archeologico di Giardini Naxos (museo più area archeologica) è stato "low cost" rispetto al museo aretuseo: 54mila euro per il discerbamento, 33mila per le manutenzioni, 10mila per acqua e gasolio, 5.900 di spese telefoniche, 500 per quelle postali. Costi di gestione di oltre 103mila euro, che l'incasso 2011 (20.164 euro per 10.117 paganti, meno dei 19.916 ingressi gratuiti) non riesce a coprire nemmeno per il 25, senza considerare gli stipendi. Il parco archeologico di Camarina (Ragusa) nel 2011 segnale 190.502,10 euro di diserbo, 18.480 di manutenzioni, 11.000 di spese telefoniche e postali, 5.000 di pulizia. Giusto un accenno alle spese di funzionamento delle Sovrintendenze, che non producono incassi ma si occupano degli aspetti legati alla tutela dei beni. Una "big" come Palermo costa alla Regione 626mila euro l'anno di locazioni, 308mila di pulizie e 131mila di manutenzioni e 100mila euro di "bolletta" della luce; una Sovrintendenza più piccola, ma molto importante per i beni che ospita, è Enna: 49mila euro d'affitto, 75mila di pulizie, 26mila fra discerbamento e manutenzioni varie. E dire che di soldi in cassa non ce sono molti: al fronte di un budget necessario che negli uffici stimano in 8 milioni di euro l'anno, il capitolo di bilancio sulla gestione delle strutture è stato di 5 milioni. Ma il 2012 s'è aperto in affanno: 1,8 milioni disponibili, con 1,2 milioni di debiti pregressi del 2011. E gli investimenti sui nostri tesori? L'assessore Missineo, nell'intervista sotto, li auspica giustamente come «un buon affare». Ma la realtà degli ultimi anni - fra mancata spesa di fondi europei e tagli progressivi nel bilancio regionale - è grave. Altri temi scottanti, che approfondiremo nei prossimi giorni. 06032012