Come si fa a promuovere la cultura in Sicilia? Non parliamo di scuola e di libri, ma di siti archeologici legati al turismo. «Bisogna investire in cultura - dice l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo -, non solo in soldi, ma anche in attenzione, perché dovrebbe essere il vero promotore di sviluppo per far sì che poi attorno ai nostri siti Unesco crescano a ruota degli investimenti, si realizzino strutture ricettive, si migliorino le strade e la qualità dei servizi. Io concordo pienamente sul rapporto un euro di investimenti e 7 euro di resa. Questo è verissimo. Nel momento in cui hai 5 milioni e 800 mila visitatori dei nostri beni culturali e tu riesci a raddoppiarli, immagina non solo quanti soldi facciamo come biglietti, ma quanti soldi vengono lasciati dai turisti perché dormono una notte in più, quanti soldi fanno i ristoranti e altri servizi. Investire sulla cultura non è a fondo perduto, ma un traino per altri investimenti. Ad esempio, il fatto che abbiamo portato la dea di Morgantina ad Aidone è stato un investimento. Se saranno bravi questo dovrebbe stimolare la nascita di altre strutture, il miglioramento delle strade, servizi più efficienti. Se noi abbiamo investito 100-200 mila euro per accogliere la dea, e domani con un milione e mezzo rendiamo il museo più attrattivo, nel contesto culturale siculo-greco-romano, è facile prevedere che assieme alla visita alla Villa romana del Casale di Piazza Armerina i visitatori possano restare uno-due giorni in più». C'è il problema delle strade. «Per migliorare le strade occorrono anni, perché ci vuole la progettazione, le gare d'appalto e via dicendo. Il giorno in cui il 24 maggio si apre la villa romana del casale e abbiamo completato questo puzzle che parte da Aidone-Morgantina e arriva a Piazza Armerina siamo riusciti in un anno e mezzo a chiudere questo distretto culturale. Noi non dovremmo investire solamente in cultura, ma anche migliorare le performance di tutti gli investimenti che debbono essere fatti a margine. Dobbiamo essere più veloci a fare le gare, più veloci a fare le strade, incentivare fiscalmente le imprese che lavorano in questi settori. Occorre creare le condizioni per realizzare quello che ho detto, 1 euro che ne produce 7, com'è accaduto a Bilbao, una città grande come Catania che già al primo anno dell'apertura del museo Guggnheim ha prodotto lo 0,7 del Pil del Portogallo. Anche l'Irlanda per creare sviluppo consentì alle imprese di nascere in 24 ore. Noi dobbiamo fare la stessa cosa. Creare delle economie di scopo, delle fiscalità di vantaggio, delle procedure agevolate per la realizzazione di strade, di alberghi, di ristoranti, di servizi. Se il settore è così produttivo, è impensabile che poi abbia la palla al piede. Se io cerco di fertilizzare il terreno, poi debbo avere qualcuno che mi porti l'acqua necessaria e non chiudermi i rubinetti». C'è il problema delle poche risorse messe a disposizione della Regione. «Noi abbiamo qualche centiaio di milioni di euro per pagare gli stipendi ai 4000 dipendenti dell'assessorato, ai soprintendenti, a quelli la pulizia dei siti e degli uffici, le fotocopiatrici, resta ben poco per la promozione di eventi. Noi abbiamo un'incidenza decimale sul bilancio della Regione. Per fortuna ogni tanto arrivano i fondi europei. Il vero messaggio che secondo me deve venire fuori non è tanto che il rapporto è di 1 a 7, quanto il fatto che nel momento in cui c'è crisi e tutti i settori a mala pena sopravvivono, nel settore in cui c'è il 700 di crescita devi creare le condizioni per far sì che diventi attrattivo, e quindi trovare canali di finanziamento, praticare economie di scopo, fiscalità di vantaggio, per cinque anni non facciamo pagare tasse a tutte le imprese che si occupano di servizi alla cultura, creare insomma le condizioni migliorative. E' impensabile che per costruire un albergo devi avere 40 autorizzazioni. Io sono contro le cementificazioni, ma aiutare le imprese che migliorano le condizioni e i servizi per rendere attrattivi i nostri siti è giusto. Ad Aidone ci sono decine di appartamenti vuoti. Perché non li diamo a un gruppo di giovani per realizzare l'albergo diffuso e così anche lì si può dormire?». Il turismo congressuale quali vantaggi porta? «Molti vanno a Taormina perché Taormina è bella, però poi ai convegnisti gli devi fare passare le serate. Se ci sono dei giovani che animano le serate e offrono punti di aggregazione, lì si potrebbe investire, non solo dandogli soldi, ma anche non facendogli pagare tasse e contributi. Non sono soldi che la Regione perderebbe, ma servirebbero a produrre redditi». 06032012
SICILIA - La cultura produce reddito finanziarla è un buon affare
L'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, sostiene che la promozione della cultura in Sicilia è fondamentale per il suo sviluppo. Secondo lui, investire nella cultura non è a fondo perduto, ma può stimolare altri investimenti. Missineo propone di creare condizioni per realizzare sviluppo, come incentivare le imprese che lavorano nel settore culturale, migliorare le strade e creare economie di scopo. Tuttavia, la Regione ha poche risorse per finanziare queste iniziative. Missineo sostiene che il settore culturale è produttivo e che è necessario creare condizioni per farlo diventare attrattivo, come la creazione di canali di finanziamento e la pratica di economie di scopo.
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