San Lorenzo: mille anni di storia, cinque euro per «pezzo», a settembre il restauro Mantova si mobilita: già raccolti 50 mila euro MANTOVA Prova a dire «chiesa di san Lorenzo»: quasi nessuno sa dirti dov'è. Riprova a dire «Rotonda», e tutti si illuminano. Perché Mantova è città di alta e diffusa bellezza, ma niente è affascinante e intrigante come la sua Rotonda: scodella rovesciata minuscola e rossa, luogo di mistiche letture, minimi concerti di gran levatura, matrimoni suggestivi e raccolti. Gelosa e orgogliosa delle sue meraviglie, Mantova ama la millenaria Rotonda più di ogni altro tesoro. Dimostrandolo adesso, benché in tempo di crisi e penurie, per l'urgente bisogno di interventi e restauri. «Adotta uno dei 30.000 mattoni componenti la superficie esterna della chiesa», è infatti l'intelligente e catturante slogan lanciato dall'Associazione per i Monumenti Domenicani, che se ne è presa cura. Salvo i forti e vistosi cittadini abbienti, latitanti finora, i donatori sono gente comune. Ma tanta. Sono infatti più di 9.000 i mattoni finora adottati a 5 euro per volta, fatta eccezione per l'anonimo che, con io.000 euro, rifarà il «maquillage» a 2.000 pietre. La cifra raccolta è di 5o mila euro circa, dunque, un terzo della somma necessaria all'intervento. Donatori soprattutto locali, molto meno quelli di provincia, anche qualcuno dagli Stati Uniti e dalla Francia, la Danimarca, Tenerife, Santiago de Compostela e Norimberga. «Contiamo di avviare i lavori a settembre», dice infatti Rosanna Golinelli, responsabile della volonterosa Associazione nata nel 1993 per aiutare la Fraternita dei Domenicani, cui è stata affidata la cura della straordinaria Rotonda e della quattrocentesca Casa della Beata Osanna. Il lavoro era urgente già dieci anni fa, quando era stato fatto un controllo sui danni causati da umidità, parassiti vegetali, inquinamento, gelo, disgelo, l'età millenaria, togliendo croste nere e macchie verdi, rimuovendo stuccature eseguite con materiali inadatti, disinfettando e rimuovendo polvere, terriccio, sostituendo pezzi, o interi mattoni mancanti, legandoli con malta resistente agli sbalzi termici, riempiendo le crepe provocate soprattutto dal traffico. Suggestiva e avvolta nel mistero del tempo è la storia del più antico monumento di Mantova. Edificata nel 1083 sui resti di un tempio pagano dedicato a Diana e trasformato in chiesa e dedicato a Lorenzo Martire dopo l'editto di Costantino. Costruita secondo altri, un poco dopo, come chiesa della Corte di Matilde di Canossa, signora di Mantova. Primo reliquario del Santissimo Sangue (oggi nella cripta della Basilica di sant'Andrea), trafugato sul Golgota dal soldato Longino. Richiamo evidente all'Anastasis (resurrezione) del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Inevitabile citazione della «Palatina» di Carlo Magno in Aquisgrana. Piccola, rotonda, senza campanile, tutta di cotto. Navata centrale cilindrica ,sovrastata da una cupola e circondata da una navata minore a piano terra, e da una galleria nell'ordine superiore. Massicce colonne di cotto, tranne le due di marmo davanti all'altare. Grezzi e cubici capitelli. Pavimento con un bel frammento a mosaico. Costruita sul prato diventato nel tempo la Piazza delle Erbe, confinante con il Ghetto ebraico, il palazzo della Ragione, la torre dell'Orologio. E forse era stato per non dar ombra allo splendido congegno, donato al popolo perché potesse controllare il passare del tempo, che nel 1579 il duca Guglielmo Gonzaga ne ordinò la chiusura; e dopo la decapitazione, il seppellimento dentro una massa di nuovi edifici. Dimenticata per quattro secoli. Riemersa, nel 1907, dalle case sventrate per aprire una strada: spettrale rudere curvo, umido, intriso di casalinghi odori: il deposito delle verdure di piazza Erbe, una confinante bottega di formaggi e salami. Volevano abbatterla. Sia protetta la memoria del sovrintendente Clinio Cottafavi, che fermamente si oppose, e bussando alle porte della città trovò aperta quella del domenicano Celestino Battaglia, che chiese al Comune: maceria nuda, senza infissi né pavimento, per farne la sede della sua Fraternita. E poi, anni di restauro con l'anonimo aiuto dei mantovani. Allora, si adottavano a malapena i bambini. Oggi, adottare un mattone mette persino allegria.
Mantova. Adottiamo un mattone per salvare la Rotonda
La Rotonda di San Lorenzo a Mantova è un monumento millenario che richiede un restauro urgente. L'Associazione per i Monumenti Domenicani ha lanciato un'operazione di adozione dei mattoni esterni della chiesa, con un prezzo di 5 euro per pezzo. In 9 mesi sono stati raccolti oltre 50 mila euro, con donazioni soprattutto locali e anche da all'estero. Il restauro è urgente, poiché la chiesa è stata danneggiata da umidità, parassiti e inquinamento. Il lavoro dovrebbe iniziare a settembre. La Rotonda è un luogo di grande bellezza e mistichezza, con una storia che risale al 1083.
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