Nicola Zingaretti è presidente della Provincia di Roma Una Rivoluzione copernicana. Questo chiede il manifesto del Sole 24 ore per una Costituente perla cultura, a questo dobbiamo ambire. La mia proposta è che la Costituente si trasformi in una comunità permanente di confronto sulle pratiche dell'innovazionee dello sviluppo culturale: il nostro bisogno è quello di far circolare le pratiche migliori dell'innovazione, trasferire know-how, immaginare un percorso nazionale che porti i centri di cultura a competere tra loro ma anche a essere complementari, nel quale individuare un nuovo sistema sinergico nella triangolazione Stato-enti locali-impresa privata. Per un amministratore che governa dentro la grande area metropolitana romana le questioni appaiono subito ben chiare: ne espongo solo tre, anche se le suggestioni del manifesto richiederebbero un maggiore approfondimento. Le infrastrutture museali e il turismo. Il 42 degli introiti per le visite museali dell'intero Paese vengono da istituzioni che hanno sede nella Provincia di Roma. Eppure, al suo interno, abbiamo strutture di qualità che non attraggono la giusta quantità di visitatori Questi ultimi devono essere messi in condizione di vivere un'esperienza e non un semplice consumo di beni culturali, un'esplorazione che vada più in là del Colosseo e della grande mostra. Un nuovo modo, da parte delle città, di intendere la relazione con il visitatore e i servizi che gli si offrono (anche in termini di potenziamento tecnologico, come abbiamo fatto nell'esperienza delle Domus di Palazzo Valentini o nella diffusione capillare di wifi ad accesso libero). Deve restare il desiderio di tornare una seconda volta: oggi lo fa poco più del 10 del totale dei nostri visitatori (a Barcellona è il 42). Per fare questo è necessario individuare e pianificare sul lungo periodo interventi congiunti pubblicoprivato per mettere a profitto, in modo innovativo, il patrimonio culturale sottoutilizzato. E per mettere al lavoro - lontano dalle sabbie mobili della sotto occupazione - migliaia di giovani già formati e preparati. Le infrastrutture culturali: tecnologia, creatività e vocazioni. Il nuovo distretto creativo italiano: uno spazio perla generazione d'impresa ad alto valore culturale aggiunto, nella filiera creazione- realizzazione-supporto alla fruizione (la tripartizione è della Fondazione Rosselli: in queste aree troviamo una cinquantina di sottosettori). Ritorno all'esempio di prima, quello "dell'iperrealtà" costruita attorno alla riapertura delle Domus: abbiamo bisogno di più imprese - e più incubatori d'impresa - che costruiscano quel tipo di tecnologie sul nostro territorio, e per fare ciò va sviluppato un progetto integrato tra istituzioni, aziende, università. Perla nostra area un'urgenza di programmazione e investimento che proviene da un dato: l'indotto della creatività rappresenta il 4,6 dell'intero fatturato della Provincia di Roma, una percentuale superiore alla media nazionale ed europea. L'investimento nell'industria creativa - abbiamo sostenuto la nascita di 50 imprese fornendo strumenti per la creazione d'impresa, come l'assistenza tecnico-finanziaria - ci pone in linea proprio con le tendenze europee, emerse con chiarezza nel 2008 durante l'Anno Europeo della Creatività e dell'Innovazione. Allo stesso tempo non dobbiamo trascurare i settori tradizionali, quelli dove si esprime una vocazione antica: il restauro, l'archeologia, l'audiovisivo, l'editoria, il teatro. Infrastrutture che creano capitale culturale e umano (pensiamo all'investimento sulla scuola di cinema Gian Maria Volonté, aperta questo autunno) che rafforzano in modo permanente e non occasionale la comunità locale. Abbiamo vissuto stagioni eccezionali di grandi eventi culturali, ma è necessario rafforzare - proprio in chiave anticiclica - le infrastrutture che operano nei 365 giorni dell'anno. Investire in capitale umano. I dati sull'Italia sono impietosi: La percentuale di Pil che l'Italia dedica alla formazione è il 4,8 del totale, contro una media Ocse del 6,1; dietro di noi solo Slovacchia e Repubblica Ceca. Solo il 70 degli italiani tra i 25 e i 34 anni ha un diploma (media Ocse 81); nella stessa fascia d'età ha una laurea uno su cinque, contro il 37 della media Ocse; tutti i dati ci chiedono maggior investimenti nella formazione. Come è stato proposto dall'amministrazione Obama in questi mesi: il suo piano per ridurre il deficit prevedeva comunque più investimenti per la formazione, e lo stesso accade in altri paesi in crisi del nostro continente; lo stesso deve avvenire da noi. Su questo, serve un patto nazionale e un patto con l'Europa
Cultura. Buone pratiche, confronto aperto
Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, propone una Costituente per la cultura che si trasformi in una comunità permanente di confronto sulle pratiche dell'innovazione e dello sviluppo culturale. La sua proposta include la creazione di un nuovo sistema sinergico tra Stato, enti locali e impresa privata. Zingaretti evidenzia l'importanza di investire in infrastrutture culturali, come musei e turismo, per attrarre visitatori e promuovere l'esperienza culturale. Inoltre, propone di sviluppare il distretto creativo italiano e di investire in capitale umano, come la formazione e la laurea, per rafforzare la comunità locale e promuovere la crescita economica.
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Bene culturale
Luogo