La giunta regionale ha varato una legge che espropria lo Stato del controllo del territorio. Il governatore Caldoro è spudorato: «Per me vanno riaperti i termini della sanatoria del 2003» A Casalnuovo. Cinquecento abitazioni abusive, il sindaco disse: «C'era l'erba alta...» L'appello. Ornaghi, ministro dei Beni culturali, deve battere un colpo Leggete qua. «L'inefficienza e la tolleranza degli Enti locali nel controllo del territorio e l'abusivismo dilagante e talora irresponsabile contribuiscono a determinare, oltre la distruzione di un patrimonio naturale unico al mondo, risorsa essenziale per attività economiche, investimenti e occupazione, le conseguenze disastrose che puntualmente si sono verificate anche nello scorso anno». Non è un leader ambientalista, ma, giusto ieri, il presidente del Tar della Campania Infelix, Antonio Guida. E sapete quali sono i Comuni dove più si ricorre al Tar a difesa degli abusi edilizi? I più belli (o ex belli): Sorrento, Ischia, fra un crollo e l'altro, e Capri. Una follia suicida. Constatato che l'abusivismo edilizio - lasciato galoppare - rappresenta «un dramma sociale», la Giunta regionale di centrodestra ha varato il 1 marzo una legge (che vorrebbe magari far approvare in commissione...) con cui procede ad una sorta di condono mascherato travolgendo subito le norme e i vincoli vigenti. Il governatore Caldoro non usa toni sfumati: «Per gli abusi edilizi esistenti, la mia linea è chiara: riaprire i termini del condono 2003». Questa però è materia del governo. Lui, intanto, «allenta i vincoli» (ci siamo capiti), abroga in gran fretta il Piano della Penisola sorrentina-amalfitana, e affida i controlli edilizi ai Comuni responsabili di aver avallato un disastro paesaggistico mai visto, alla cui testa c'è la camorra. Ci aveva provato Berlusconi, nel maggio scorso a fare della Campania una "zona franca" proponendo di bloccare per un semestre le ruspe anti-abusi. Il Cavaliere voleva così «valutare con serenità il problema campano». La legalità poteva ben attendere. Ora, la Campania, insieme a Calabria, Sicilia e Puglia, totalizza gran parte dell'abusivismo edilizio nazionale. Secondo Legambiente, dal 1950 al 2008, essa è stata fra le regioni più colpite da eventi franosi, con 431 vittime, e da inondazioni, con altre 211 vittime (fonte, Cnr-Irpi). «In un territorio così fragile in soli dieci anni sono state realizzate 60.000 case abusive, 6.000 ogni anno, 16 al giorno». A Casalnuovo, 15 Km da Napoli, l'inviato di Ambiente Italia (Rai3), Igor Stagliano, "scoprì" nel 2007 ben 124 edifici (500 appartamenti) del tutto abusivi. Il sindaco Antonio Manna, berlusconiano, commentò: «C'ero passato in macchina, ma c'era ancora l'erba alta...». Eppure nel suo Comune si devono conoscere un po' tutti visto che la densità per Kmq è di quasi 6.400 persone. Invece ci volle un satellite, il Marsec, messo in piedi da un gruppo di giovani sostenuti dall'allora presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, e utilizzato dalla Regione Campania. Ci sarà ancora? Al governatore campano (del Pdl) non deve risultare granché simpatico. Torniamo alla sua bella legge «in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio». Avete già capito: tutela, ma, insieme, valorizzazione. Imbruttendo, dissipando il paesaggio, ci si riesce meglio. Per questo Caldoro si prende competenze non sue: la tutela del paesaggio è dello Stato. La Regione, anziché impossessarsene e ridurla a tappetino, avrebbe dovuto co-pianificare col Ministero per i Beni Culturali realizzando i sospirati piani paesaggistici. Il MiBAC, con Bondi e Galan, non ha mosso paglia. E con Ornaghi? Mistero. In una delle rare interviste ha parlato del piano-casa, non dei piani paesaggistici già in grave ritardo. Eppure, a differenza di Bondi che non c'era mai, sta al Collegio Romano dall'alba fino a notte. E allora batta un colpo. L'imbarbarimento avanza, invade il Belpaese. Con mafia, camorra, n'drangheta.