Ieri la visita del ministro Ornaghi: basta promesse, il governo sblocchi i soldi Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha visitato ieri mattina Villa Manzoni. Lo ha fatto prima del convegno che lo ha visto protagonista al Teatro della Società. A fargli da accompagnatori c'erano il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, l'assessore alla famiglia della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, l'assessore alla cultura del Comune di Lecco, Michele Tavola e l'assessore alle politiche del territorio Martino Mazzoleni. Non è stata solo una visita di piacere come si può facilmente intuire. L'amministrazione comunale lecchese ha voluto approfittare della presenza del ministro a Lecco per renderlo partecipe di uno dei più grossi problemi all'ordine del giorno. L'intenzione era infatti quella di far conoscere all'attuale ministro la situazione della Villa del Galeotto e la necessità di sbloccare i fondi per la sua ristrutturazione ormai urgente; fondi per ora inutilizzabili per il solito patto di stabilità. «Il ministro - dice l'assessore Michele Tavola - ha visitato l'intera struttura e si è informato molto dettagliatamente sulla sua situazione, anche e soprattutto sugli aspetti tecnici. Da parte nostra gli abbiamo fornito tutte le spiegazioni del caso, illustrato la necessità ormai non più rimandabile del restauro della villa e consegnato un corposo dossier con tutti gli approfondimenti possibili ed immaginabili, compreso il progetto già pronto per l'inizio dei lavori». Da parte del ministro non ci sono state promesse di sorta, ma certamente è questo un passo importante verso l'atteso sblocco dei fondi già in bilancio. «Noi stiamo facendo tutto il possibile per sbloccare la situazione -aggiunge Michele Tavola - Non so quanti ministri siano venuti a Villa Manzoni, noi abbiamo provato anche questa, nel senso che stiamo tentando tutto il tentabile per iniziare i lavori in quello che è uno dei beni più preziosi per la nostra città». Del resto Michele Tavola aveva dichiarato qualche mese fa, proprio al nostro giornale, che se fosse stato utile e necessario sarebbe stato anche disposto ad incatenarsi alla villa pur di giunger ad una svolta positiva. «Quello che ci preme sottolineare per l'ennesima volta - conclude l'assessore - è che non stiamo chiedendo né la luna, né tanto meno dei soldi. Questi li abbiamo e sono già a bilancio. Stiamo solo domandando di poterli usare ed iniziare la ristrutturazione. Insomma, noi siamo già sui blocchi di partenza e stiamo solo aspettando il via. Questo potrebbe arrivare grazie ad una deroga al patto di stabilità. Deroga che dovrebbe essere possibile all'interno dei lavori legati all'Expo 2015, visto che Villa Manzoni rientra in questa manifestazione, trattandosi di un bene di interesse nazionale». IL PASSATO E IL FUTURO Il primo Manzoni che abitò la villa fu GIACOMO MARIA, quadrisavolo dello scrittore, che la comperò nel 1616. Nella villa abitarono tutti gli antenati di ALESSANDRO MANZONI, sino al padre, don Pietro, che vi nacque nel 1736. DON PIETRO morì nel 1807 e lasciò la villa ad Alessandro, che la vendette nel 1818. La acquistò GIUSEPPE SCOLA, un ricco industriale della seta, che tenne la villa come un vero e proprio museo, mantenendo intatti anche gli arredi appartenuti al Manzoni. La Villa Manzoni fu acquistata dal COMUNE DI LECCO nel 1968 dalla famiglia Scola. Il progetto di ristrutturazione della villa è del 2005 e avrebbe dovuto realizzarsi a partire dal 2007. Il PATTO DI STABILITA' ha bloccato tutto anche se i soldi sono già a bilancio.