L'obiettivo è rendere il complesso di nuovo fruibile per la città: soldi cercansi.Tappe anche alla cappella Madonna del Rosario di Volta e al Castello di Cavriana Saranno tre gli itinerari mantovani proposti dalla locale delegazione Fai nell'ambito della XX Giornata, deputata alla riscoperta dell' ambiente italiano. I prossimi 24 e 25 gli appassionati dei beni storici ed architettonici mantovani potranno accedere alla Chiesa-Convento di Santa Lucia in via Frattini (124 dalle 10 alle 12.30 l'ingresso è riservato agli iscritti Fai con possibilità di registrarsi in loco); all' Edicola Liberty per giornali di piazza Canossa, spostandosi poi alla Cappella Madonna del Rosario (ora dedicata alla Beata Paola) di Volta Mantovana, per giungere a Villa Mirra ed al Castello di Cavriana, sulle tracce di Isabella d'Este, Napoleone III e De Gaulle. Il percorso è stato presentato nell'aula magna della facoltà di Architettura dell'Università, dal capo delegazione Fai Giuseppe Botturi, insieme alla presidente degli Istituti Luigi ed Eleonora Gonzaga, Laura Bianchini, alla presenza del sindaco di Cavriana, Mario Ben Hur Tondini con il vice Enrico Caiola, affiancati da Padre Agostino Panelli parroco di Volta ed a capo del Comitato Beata Paola Montaldi, l'architetto Massimo De Paoli che segue il restauro e Donatella Martelli del Comitato. «La XX Giornata Fai di primavera ci consente di approfondire molte questioni legate ai beni architettonici e paesaggistici -ha rilevato Botturi-. E' un tipo di cultura che deve essere promossa ed incentivata». L'opportunità di rendere visibile l'immobile dell'ex convento di Santa Lucia, è stata ribadita anche da Bianchini, sottolineando che molti mantovani non lo conoscono ancora. «Fino alla fine del 1700 era Convento, poi per 200 anni è stato Orfanotrofio della città ed adesso, che è degradato, stiamo cercando finanziamenti per ristrutturarlo». Apprendisti ciceroni del liceo scientifico Belfiore, accompagneranno i visitatori nell'escursione a palazzo di Santa Lucia, facendo scoprire piccoli e grandi segreti di questo immenso edificio abbandonato. Il progetto di recupero dell'area per metterla a disposizione della città, redatto dagli architetti Stefania Terenzoni e Juri Badalini, collaboratori del Politecnico, è stato eseguito nell'arco di 3 anni di esercitazioni. Si punta a rendere l'immobile fruibile in coerenza con le testimonianze del passato. La trasformazione da convento ad orfanotrofio era stata curata dall'architetto Paolo Pozzo alla fine del XVIII secolo. C'è grande attesa anche per ammirare la cappella della Beata Paola di Volta Mantovana, le cui spoglie sono ancora conservate intatte nel luogo di culto. «E' un fiore all'occhiello per Volta -ha commentato Padre Panelli-. Festeggeremo i 200 anni del trasporto della salma della Beata ed i 500 anni della sua morte, avvenuta nel 1514». Orgoglio per la scelta dei luoghi è stato manifestato dal primo cittadino di Cavriana: «Il nostro territorio si pone all'attenzione nazionale. Sarà una giornata esemplare. Si potrà venire a conoscenza di Villa Mirra dal 1500 fino ai giorni nostri». Un approfondimento della visita (coadiuvata dai ragazzi del liceo d'arte Giulio Romano insieme ai colleghi della sede associata di Guidizzolo) verrà illustrato sabato prossimo a Cavriana. Per proseguire negli itinerari, il Fai consiglia di passeggiare per il borgo, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nova, l'antica Pieve, il Museo Vecchio Mulino ed Antichi Mestieri. Accesso a contributo libero.