Il piano Ue: erogati dall'Unione europea al ministero dell'Economia 105 milioni finanzieranno il Grande Progetto Pompei. Gli imprenditori francesi: allo studio la scelta delle domus da restaurare. E spuntano nuovi investori Anche in India sponsor per Pompei Caruso, consigliere Unesco: cresce l'interesse per i progetti Vertice a Roma con Graziano. I francesi dell'Epadesa potrebbero non essere gli unici stranieri interessati al futuro di Pompei. Mentre negli Stati Uniti si fa strada l'idea di una fondazione sul modello di «Save Venice» - il comitato che dal 1967, sotto la guida dell'Unesco e seguendo le indicazioni della Soprintendenza, restaura opere d'arte ed edifici a Venezia - per intervenire all'interno degli Scavi, segnali di interesse per il sito archeologico più grande del mondo arrivano anche dall'India. Lo racconta l'ambasciatore Francesco Caruso, consigliere l'Unesco, tracciando il bilancio, più che positivo, della due giorni italiana di Joelle Ceccaldi, la presidente del Consorzio Epadesa, che riunisce 2500 grandi industrie internazionali e che, subito dopo il crollo della Schola Armaturarum, rispondendo all'invito della direttrice del Museo Maillol Patrizia Nitti ha offerto la propria disponibilità a finanziare restauri all'interno degli Scavi e a farsi ambasciatore della causa di Pompei tra gli imprenditori internazionali. A Roma la Ceccaldi e il presidente degli industriali napoletani Paolo Graziano hanno incontrato Antonia Pasqua Recchia, il segretario generale del Ministero dei Beni Culturali che, «convinta che aiuterà a realizzare nel migliore dei modi» il piano di sponsorizzazioni private previsto dal decreto 34 del 2011, ha firmato la convenzione Mibac-Unesco. Un incontro di «preparazione e scambio», lo ha definito Caruso, sui progetti in campo per Pompei e sul calendario attraverso il quale saranno realizzati. «La Ceccaldi - racconta il consigliere Unesco - soprattutto dopo la vicenda del Colosseo, ha voluto conoscere i termini entro i quali il Mibac preparerà i bandi di gara per i restauri e il costo per gli interventi delle varie Domus». A novembre a Parigi Philippe Chaix, ceo del Consorzio, aveva parlato di un finanziamento iniziale di di 5-10 milioni l'anno senza limite di tempo. «Adesso, continua l'ambasciatore, l'Epadesa deve concretizzare l'impegno preso - quanti soldi, in quali anni e per quanto tempo - ma, come ha spiegato la Ceccaldi, vuole anche identificare quali potrebbero essere per il loro valore simbolico e il loro interesse culturale, le insulae più "appetibili" da restaurare. I francesi - spiega Caruso - hanno infatti legato il loro intervento agli Scavi all'idea simbolo che la città nuova della Defense contribuisca al rinascimento dell'antica città di Pompei». Il finanziamento iniziale promesso dal ceo del Consorzio francese è di 5-10 milioni l'anno senza limiti di tempo. Le Imprese coinvolte nel piano extramoenia destineranno al restauro l'1 degli utili.