Il presidente Guida accusa gli enti locali Più di un terzo dei ricorsi presentati al tribunale riguardano la materia urbanistica Più di un terzo dei ricorsi presentati al Tar della Campania riguardano la materia urbanistica e labusivismo edilizio in particolare. Un dato che spinge il presidente del Tribunale amministrativo regionale Antonio Guida, nella relazione di apertura dellanno giudiziario 2012, a puntare lindice contro «linefficienza e la tolleranza degli enti locali nel controllo e nella gestione del territorio» e contro un «abusivismo edilizio dilagante e talora irresponsabile». Questi fattori, accusa Guida, «contribuiscono a determinare, oltre che la distruzione di un patrimonio naturale unico al mondo», anche «le conseguenze disastrose puntualmente verificatesi anche nello scorso anno». Ricorda, il presidente del Tar, come nel 2011 siano stati presentati ricorsi riguardanti Comuni come Ischia (48 ricorsi), Capri (62) e Sorrento (67), «territori cioè sottoposti a vincoli paesaggistici, rischi idrogeologici e, insieme, località di notevole richiamo turistico». Laffondo viene accolto dal plauso di Legambiente: «Parole che devono essere da monito per quei sindaci e quella classe politica che continua a chiedere e promettere condoni», le definisce il leader regionale Michele Buonomo. Il governatore Stefano Caldoro rimarca invece che «la competenza della Regione è sui piani paesistici per i quali abbiamo una programmazione su scala molto larga. Il controllo del territorio per la parte delledilizia è compito dei Comuni». Il Comune di Napoli, evidenzia il sindaco Luigi de Magistris, «ha invertito la rotta e messo a punto un piano con lautorità giudiziaria: per il 2012 abbiano una previsione di abbattimenti di oltre 100 abitazioni». Più in generale, in Campania «permangono un eccesso di litigiosità e una perdurante illegalità diffusa» che determinano un contenzioso amministrativo elevatissimo rispetto alla popolazione residente: «quasi il doppio della media nazionale», rileva il presidente Guida. Il Tar della Campania si conferma al secondo posto dopo quello del Lazio come entità del contenzioso. Nel 2011 i nuovi ricorsi depositati sono stati 8822, di cui 6706 a Napoli e 2116 presso la sezione distaccata di Salerno, comunque con una leggera flessione rispetto al 2010, mentre la produttività «come già negli anni precedenti, è stata la più elevata», sottolinea Guida. Edilizia a parte, resta cospicuo il contenzioso in materia di pubblico impiego ed «impegnativo» quello in tema di sanità pubblica «della quale è ben nota la situazione critica che ha portato al commissariamento» e sulla quale il Tar «ha ritenuto generalmente legittimi e invalicabili i cosiddetti limiti di spesa poiché, fermi rimanendo il diritto alla salute e i livelli di assistenza, occorre bilanciare tali esigenze con la limitatezza delle risorse e gli equilibri della finanza pubblica». Cala il contenzioso sulle interdittive antimafia mentre «per ogni appalto pubblico ci sono quasi sempre uno o più ricorsi», scrive Guida. Tra le pronunce più significative del Tar Campania quella che ha accolto i ricorsi sulla inosservanza del principio di pari opportunità nella nomina degli assessori regionali e comunali, e quella che ha accolto il ricorso della Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) contro un "Premio di maritaggio a favore di fanciulle bisognose" riservato, illegittimamente secondo i giudici amministrativi, solo alle coppie che avevano contratto matrimonio cattolico.