Il Comune spinge per lopera a Marina della Lobra, ma il fronte degli oppositori è ampio Si teme che i lavori possano danneggiare i resti di una basilica paleocristiana A Massa Lubrense si è consumato uno scontro istituzionale di grande rilievo. La vicenda si trascina da dieci anni. Il titolo potrebbe essere: Il Comune contro tutti. Al centro della contesa cè il porticciolo turistico di Marina della Lobra che il Comune e la società appaltante - la "Marina di Lobra srl" - vorrebbero realizzare a tutti i costi. Intento lodevole trattandosi di una struttura fondamentale per il rilancio turistico del territorio, se non fosse che ci sono i pareri contrari di tutte le autorità di controllo. Regione in testa, che più volte ha ricordato la necessità di tenere nel giusto conto la normativa del piano paesistico, lAutorità di bacino e le Soprintendenze ambientale e archeologica. Questultima già nel 2003 richiese, come condizione imprescindibile, leffettuazione di alcuni saggi - mai eseguiti - per scongiurare lipotesi - tuttaltro che campata in aria pensando alla storia di Massa Lubrense che si vuole sia stata fondata su un tempio (delubrum) - che i lavori potessero danneggiare i resti della chiesa paleocristiana. Inoltre sarebbero state ignorate anche le proteste dei cittadini, del comitato Amici della Lobra e delle associazioni ambientaliste secondo le quali, come hanno dichiarato Massimo Maresca e Claudio dEsposito di Italia Nostra e Wwf, «il Comune di Massa Lubrense è andato oltre i suoi poteri». Cioè è fuori della legge. Anche considerato che la Via - cioè la valutazione di impatto ambientale - non è pervenuta. La pietra dello scandalo è stata sollevata quando lamministrazione comunale, essendo ormai venuti meno tutti i puntelli, ha dichiarato di poter decidere da sola producendo una decisione (si chiama «determina» in burocratese), nella quale si sostiene che i pareri contrari erano da ritenersi inammissibili, perché inviati via fax e non entro i termini della Conferenza dei servizi indetta dallente locale, alla quale, peraltro, la Regione non ha mai partecipato in segno evidente di dissenso. La responsabile del servizio urbanistico della Regione, Maria Adinolfi, nei giorni scorsi ha spedito al Comune un cortese ma fermissimo alt: «Annullate tutto, la pratica è da rifare». Il borgo della Lobra è già stato sconquassato e il rischio dietro langolo è che questa brutta storia produca ripercussioni molto gravi sulla prossima stagione turistica. Il porto turistico è una esigenza reale ma, come dice Luciano Ricciardi del Comitato dei cittadini, tutto deve avvenire nel rispetto della legge e delle esigenze collettive.
CAMPANIA - Porto turistico a Massa Lubrense Regione e ambientalisti dicono no
Il Comune di Massa Lubrense vuole realizzare il porticciolo turistico di Marina della Lobra, ma il fronte degli oppositori è ampio. La Regione ha già espresso preoccupazioni sulla violazione della normativa del piano paesistico e sulla mancanza di saggi per valutare il potenziale danno ai resti di una basilica paleocristiana. Le Soprintendenze ambientale e archeologica hanno richiesto l'esecuzione di saggi per evitare danni. Il Comune ha dichiarato di poter decidere da sola e ha considerato i pareri contrari inammissibili. La Regione ha annullato la pratica e ha richiesto di rifare tutto.
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