E' uno di quegli angoli di archeologia industriale che non possono non far pensare immediatamente ad una loro trasformazione e ad un ulteriore utilizzo. Come se quelle antiche strutture, le grandi coperture a volte metalliche, l'entrata monumentale in giallo ocra, quegli spazi enormi capaci di moltiplicare le sensazioni, non possano assolutamente subire l'onta dell'abbandono e della distruzione. Come se la tanta vita che già vi è passata non possa che trasformarsi in nuove vite tutte da immaginare. Lo storico deposito Atac di San Paolo, a via Alessandro Severo, da dicembre ha cambiato vita. Era dal 1928 che all'alba salutava le 90 vetture in uscita verso la città e la notte tornava a custodirle fino al mattino nuovo. Dismesso. Come si dice in gergo tecnico. «Ma non per questo meno affascinante da non poter immaginare una sua nuova riutilizzazione» annuncia Mauro Calamante, il presidente dell'azienda capitolina dei trasporti pubblici. «Certo il suo impiego come rimessa di autobus è ormai capitolo chiuso - aggiunge Calamante - ma l'Atac ha sicuramente in mente una trasformazione che non faccia andare perdute delle strutture tanto belle». L'area del deposito è incastonata fra le palazzine della zona Giustiniano Imperatore, alcune delle quali hanno avuto problemi di stabilità che ne hanno causato lo sgombero. «Alla fine di dicembre, però, il Consiglio Comunale ha approvato il piano di zona che prevede interventi urbanistici in tutta l'area, compresa quella del nostro deposito. Ora ci vuole il passaggio definitivo in Regione e poi si potrà cominciare con gli interventi». E l'obbiettivo dell'Atac è quello di mettere l'ex rimessa al servizio dei cittadini. «La sua funzione sarà certamente legata ai servizi di quartiere e a quelli per la città - spiega ancora Calamante - potrebbe essere un centro culturale a disposizione dei cittadini, sfruttando anche la possibilità di creare dei nuovi sportelli d'informazione sui trasporti come abbiamo già fatto in V e in II Municipio. Anche se il mio sogno è quello di utilizzare questi enormi spazi coperti da volte metalliche per realizzare una grande biblioteca, magari arricchita di un caffè o di un ristorante. Sarebbe bello se potesse essere la nuova biblioteca dell'Università di Roma Tre. Le strutture sono così alte da poter accogliere anche un secondo piano». Nel frattempo l'Atac ha già messo a disposizione della città la palazzina degli ex uffici che si trova all'interno del complesso. Dopo una ristrutturazione sostenuta dall'assessorato alle Politiche Sociali, infatti, lo stabile è stato trasformato in un nuovo centro accoglienza per senza fissa dimora attivo dalla fine di dicembre dello scorso anno.
Il vecchio deposito? La nuova biblioteca
Il deposito Atac di San Paolo, un edificio storico, è stato dismesso dal 1928. Tuttavia, il presidente dell'azienda capitolina dei trasporti pubblici, Mauro Calamante, annuncia che l'Atac ha in mente una trasformazione che non faccia andare perdute delle strutture. Il piano di zona approvato dal Consiglio Comunale prevede interventi urbanistici in tutta l'area, compresa quella del deposito. L'obbiettivo dell'Atac è quello di mettere l'ex rimessa al servizio dei cittadini, potenzialmente come centro culturale o biblioteca. Le strutture sono così alte da poter accogliere anche un secondo piano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo