Corsetti: «La Regione può modificare la legge» «Gli ambulanti al Colosseo intervenga la magistratura» La direttrice: mai autorizzati, una lobby dietro il degrado Appello della soprintendente Barbera alle istituzioni «Dietro il degrado dei camion-bar, delle bancarellee degli ambulanti che stazionano in piazza del Colosseo c'è una lobby potente, altrimenti in vent'anni il Comune qualcosa l'avrebbe fatta per evitare questo scempio. Ma è mancata e manca la volontà politica. Questa è roba da magistratura». Il nuovo attacco al suk che circonda l'Anfiteatro Flavio è di Rossella Rea, direttrice del Colosseo per la Soprintendenza di Stato ai beni archeologici di Roma. Abusivi, camion bar, mendicanti, moderni antichi romani, zingari, assediano il monumento e la Soprintendenza non ha mai dato loro l'ok. «Il Comune potrà pure essere a posto con le sue occupazioni di suolo pubblico ma almeno le posizioni vanno concordate. Nessuno di noi ha dato il permesso di mettere quei banchetti dove sono: nei pressi dell'entrata, tant'è che i turisti si confondono, delle uscite di sicurezza, persino attaccati alla recinzione dell'Arco di Costantino. Che se qualcuno vuol farsi una foto deve immortalare anche l'ambulante». Una storia antica, a quanto pare irrisolvibile. «Sulla piazza - spiega la direttrice - è vietata qualunque attività di vendita, eppure camion-bar, ambulanti, bancarelle sono lì. Credo che tutto questo debba essere interesse della Guardia di Finanza. E dei giudici». L'inizio del restauro del Colosseo sembra imminente e la soprintendenza ora chiede che « la valorizzazione dello spazio esterno vada di pari passo». Bancarelle, camion bar, la Rea ne ha contati almeno 14 ambulanti; poi ci sono gli abusivi con i teli a terra, la pavimentazione rimasta a metà perché non rifinanziata e «tutta una serie di attività che hanno bisogno di maggiori controlli». Insomma per gli archeologi è arrivato il momento di un restyling totale dell'area, il piano attivato attraverso un tavolo tecnico congiunto all'epoca del sindaco Veltroni non è stato mai applicato: «non prevedeva la rimozione ma quantomeno l'allontanamento dei punti vendita all'esterno della piazza. E ne dimezzava il numero». «Le condizioni della piazza del Colosseo sono davanti agli occhi di tutti, vale a dire di milioni di persone provenienti da tutto il mondo - dichiara il soprintendente archeologico Maria Rosaria Barbera - alle quali ha dato voce Piero Angela quando ha parlato di profanazione continua e del fastidio avvertito da quanti, tra il Colosseo e il Foro Romano, vorrebbero percepire la bellezza dell' eredità storica che l'Italia custodisce e non uno squallido suk commerciale». Da qui una richiesta forte, a questa amministrazione, lavorare tutti per la valorizzare dell'area, «una commissione aveva studiato un tipo di strutture più decorose», ricorda Rea, che chiede un piano condiviso con il Comune in nome di un decoro architettonico complessivo. «Grazie alla collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e le forze private - ancora Barbera - sta per iniziare un lavoro importante per la conservazione del Colosseo e per il benessere dei visitatori. Le istituzioni pubbliche non perdano questa occasione per prendere l'iniziativa: governare la piazza del Colosseo è un traguardo doveroso, un contributo decisivo nello sforzo corale per restituire a Roma e all' Italia tutta la considerazione che merita a livello internazionale». Nel frattempo i visitatori sono in calo - poco meno del 10 percento a gennaio e febbraio rispetto all'anno precedente, esclusi dal conteggio i giorni della neve - e Rea si chiede: «Sarebbe interessante capire se sia colpa della crisi economica o se è proprio questa situazione di degrado ad aver cominciato a produrre i suoi effetti nefasti». L'assessore al Commercio, Davide Bordoni, precisa: «Sono autorizzati e sono lì da decenni, questa amministrazione non ha aggiunto concessioni. E mai nessuno ci ha chiesto di metterci intorno a un tavolo». Quanto a un possibile spostamento, Bordoni ammette: «E' difficilissimo, con le normative che abbiamo. Quanto agli abusivi e gli irregolari interveniamo quotidianamente, i controlli sono continui». Anche l'ex sottosegretario alla Cultura, Francesco Giro, ammette «che è un problema antico mai risolto, per via di certe resistenze e interessi. O cambia quella delibera sull'equivalenza, che prevede una postazione altrettanto prestigiosa in caso di spostamento o non si potrà mai intervenire». Il presidente del I Municipio Orlando Corsetti, da anni batte su questo tasto: «La legge regionale prevede che per spostare attività commerciali di quel tipo si debba offrire un posto che abbia le stesse caratteristiche. Tre anni fa il consiglio municipale votò all'unanimità un documento che chiedeva alla giunta Marrazzo di cancellare quella clausola, ma non ci fu risposta. Lo stesso documento l'abbiamo inviato alla Polverini, pochi mesi dopo l'insediamento, ma anche stavolta nessuna risposta. Mentre una modifica di legge sarebbe fondamentale per togliere la responsabilità politica a chi deve intervenire».