Le pompe per drenare l'acqua scattano due volte in 15 minuti Nel pieno della disputa sulla realizzazione dell'auditorium a piazzale Boschetti e la necessità di preservare la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto, abbiamo accompagnato due oppositori del progetto - Giovanni Gomiero ed Elio Franzin - in una visita al Cenobio. La situazione si ripropone in tutta la sua gravità. Sotto il capolavoro di Giotto, un tesoro infangato. Il futuro della Cappella degli Scrovegni parte dal suo Cenobio, il seminterrato sotto la navata. Accedervi è un'opportunità rara. Non fosse altro perché si allaga spesso, anche se non piove, come si è potuto appurare ieri mattina in compagnia dell'ex candidato sindaco Giovanni Gomiero e di Elio Franzin degli Amissi del Piovego. Un giro di "ricognizione" quanto mai attuale, soprattutto dopo l'appello SaveGiotto (su twitter; oppure savegiotto.com) lanciato dalla professoressa Chiara Frugoni e sottoscritto da numerosi intellettuali. Un monito per la salvaguardia di uno dei capolavori dell' arte universale che ha riacceso il dibattito e le polemiche sull' Auditorium (senza dimenticare il grattacielo che sorgerà nell'area del Pp1). Ebbene, nel Cenobio - sotto il soffitto a volta, decorato da stelle d'argento, unica testimonianza di vestigia preziose - si cammina in una fanghiglia grigiastra. Fatti pochi passi dopo le scalette una serie di muretti di sostegno, eseguiti in epoca post bellica per stabilizzare la struttura. A terra tre polle d'acqua, due più larghe di un piede, chiaro segnale dei problemi idrici dell'ambiente. Il livello della falda freatica è poco al di sotto del pavimento del Cenobio. Meglio non pensare che gli affreschi di Giotto sono appena 5 metri sopra. Piuttosto è bene riflettere, che in questo periodo di precipitazioni scarse l'acqua e il fango siano così presenti. In fondo il sistema di drenaggio che permette di contenere gli allagamenti. E' una vasca di raccolta con pompe di svuotamento, i cui tubi riversano nei tombini immediatamente esterni alla Cappella, convogliando l'acqua verso la cisterna che si trova nei pressi del Piovego. La stretta relazione tra il livello del fiume e quello della falda è stato evidenziato in maniera chiara già nel 2002, nello studio del professor Vittorio Illiceto. E rimarcato nell'ottobre 2009, quando la commissione cultura del Comune visitò il Cenobio dopo un allagamento di 20 centimetri dovuto alla rottura di una pompa idrovora del giardino. Ieri, nei quindici minuti di visita il sistema di drenaggio si è azionato due volte. Gomiero e Franzin sono convinti che prelevare continuamente da sotto la Cappella possa portare a problemi di subsidenza, rischiando di farla lentamente sprofondare. «Mi appello al Sovrintendente ai Beni artistici e al Comune: il problema del costante allagamento del Cenobio non va sottovalutato - esorta Gomiero». Lunedì mattina, invece, tocca alla giunta Zanonato: conferenza stampa nel mega-cantiere del PP1 in via Trieste.